GIARDINI VERTICALI: LE PIANTE RAMPICANTI

In casa come all’aperto, non c’è niente di più decorativo di una pianta rampicante. L’insieme di foglie, fiori, rametti sinuosi che si arrampicano con eleganza, abbelliscono qualsiasi ambiente.

Aggrappate ai muri, ai tronchi d’alberi, a grate, a reticolati sulle pareti di casa o di un ufficio, le piante rampicanti creano delle vere barriere verdi a volte impenetrabili. Possono svolgere diverse funzioni sia in giardino che in balcone, creando suggestive pareti verdi, muri divisori, pergolati, disegni decorativi verticali. Le piante rampicanti del genere sempreverde sono perenni, mantengono cioè le foglie in tutte le stagioni dell’anno. Sono l’ideale per questa stagione perchè colorano di allegria i nostri ambienti all’aperto, ingrigiti dalle austerità dell’inverno. Con le rampicanti si può dar vita ad una nuova dimensione del gardening, quella del modernissimo giardinaggio verticale. L’altezza spesso ignorata di muri, cancellate, tronchi e fusti di alberi, si può rivestire di bellissime piante che si “arrampicano”. Sono perfette per piccoli balconi e giardini di città, per le ringhiere dei palazzi, per coprire crepe ed imperfezioni dei muri. Negli spazi più grandi invece, possono realizzare divisioni d’ambienti ecosostenibili o maestose siepi in terrazze e balconate. Le piante rampicanti comprendono diverse e variegate specie, adatte ad ogni tipo di esigenza ambientale e climatica. Sono numerosi gli esemplari di rampicanti rustici ben adattati al freddo e compatibili con l’inverno del nord Italia; altri invece sono più delicati, amano il clima temperato delle coste del mare e dei laghi. Esistono infine alcune varietà tropicali che crescono esclusivamente in appartamento, al riparo da correnti d’aria e lontane dai termosifoni. Una prerogativa che rende le piante rampicanti tutte simili fra loro, è la capacità di svilupparsi in poco tempo, ottenendo risultati sbalorditivi e di semplice realizzazione.

LE SEMPREVERDI DA FREDDO

Le rampicanti sempreverdi sono piante molto rustiche che resistono al freddo anche intenso. Tra le più conosciute ed apprezzate troviamo il Gelsomino d’inverno, la Bignonia, l’Edera, la Passiflora, la Clematide, il Caprifoglio, il Glicine. Quando le rampicanti non trovano un sostegno per arrampicarsi, possono diventare il “tappezzante”di un terreno, dato che si espandono anche in senso orizzontale. Per questo scopo, le piante più indicate sono la Clematide Alpina e Macropetala, e l’ Hedera Hibernica.

IL GELSOMINO D’INVERNO

Le varietà di Gelsomino sono oltre 200, ma alcune sono più diffuse di altre meno conosciute. I Gelsomini vengono classificati in tre principali gruppi in base alla loro resistenza al freddo, in delicati, semirustici e rustici. La coltivazione dei Gelsomini varia secondo le specie, ma le rustiche sono le migliori per il clima invernale. Il Gelsomino invernale è un rampicante che si coltiva in giardino per abbellire muri, pergolati, graticci, staccionate, cancelli, e può anche essere piantato in vaso nei balconi. Questa pianta profumatissima fiorisce in abbondanza in piena luce, ma tollera anche la mezzombra. I fiori sopravvivono persino a una gelata: il Gelsomino a fioritura invernale, infatti, sa resistere a temperature rigidissime, fino a -10°C!

LA BIGNONIA

La Bignonia è una pianta rustica, facilissima da coltivare. In Italia, può essere piantata praticamente ovunque. La Bignonia campsis radicans ha un’ottima resistenza al gelo e può sopportare temperature minime inferiori ai -18° C. Le Campsis inoltre hanno un’ottima resistenza alla siccità e possono sopravvivere a lunghi periodi senza piogge. Si tratta in generale di piante rampicanti vigorose e rigogliose, resistenti al freddo, con foglie pennate, costituite da foglioline lanceolate, con margine dentellato, di colore verde chiaro, caduche. Dall’inizio dell’estate fino oltre l’autunno, producono grandi fiori a trombetta, nei toni dell’arancio, riuniti in grandi mazzi. Si coltiva in vaso o in piena terra; durante l’inverno è in completo riposo vegetativo e perde il fogliame, per questo sopporta molto bene il freddo ed il gelo, e non necessita di protezione.

L’EDERA

L’Edera è ideale per trasformare un muro o una cancellata in una bellissima siepe di rampicanti, in grado di offrire una privacy totale. L’Edera resiste benissimo all’inverno, formando un fittissimo tappeto rampicante verde in ogni stagione. Abbinandola alla Clematide Montana, o al Caprifoglio o al Glicine, ci si assicura fioriture a siepi miste per tutto l’anno. Sono le soluzioni perfette per creare una parete green con fiori coloratissimi, in grado di garantire al massimo la privacy, e di offrire tanta bellezza.

LA PASSIFLORA

La Passiflora è una pianta dal fiore meraviglioso di colore bianco, azzurro e viola, il celebre “fiore della passione“. E’ un’arbustiva sempreverde rampicante originaria del centro e sud America. Facilissimo da coltivare, è un arbusto particolarmente resistente alle avversità climatiche. Ha foglie dalle forme differenti e di colore verde intenso, che tendono a cadere solo se le condizioni climatiche si fanno problematiche, troppo rigide o troppo calde. La Passiflora deve essere posizionata in un luogo soleggiato, meglio se orientato a sud, per ottenere una fioritura più rigogliosa. D’inverno, meglio ripararla con protezioni specifiche per le piante. La Passiflora caerulea in particolare, è la migliore per il nostro clima invernale: E’ apprezzata per le sue lunghe ramificazione, adattissime a ricoprire muri, recinzioni, pergole.

LA CLEMATIDE CIRRHOSA

Le Clematidi appartenenti alla varietà “cirrhosa” sono rampicanti sempreverdi che possono raggiungere anche i 3 metri d’altezza. Fioriscono da fine inverno a inizio primavera sui getti dell’anno precedente. I fiori penduli di piccole dimensioni, circa 4-6cm, composti da 4 petali, sono portati singolarmente o in piccoli mazzetti, di solito il colore è bianco crema. I fiori della varietà ‘Freckles’, invece, presentano numerose macchie rosso porpora all’interno. Come rampicante sempreverde con fiori anche la Clematide richiede posizioni soleggiate, in modo che ne possa godere almeno quattro, cinque ore ogni giorno. Questo bel rampicante si adatta a crescere in vaso su terrazzi e balconi, perché è una pianta leggera, veloce nella crescita, e spettacolare quando è in fiore. Si può utilizzare per movimentare grigliati e altri tipi di traliccio, o gazebo in ferro battuto, ad esempio.

IL CAPRIFOGLIO

L’inverno è l’ideale per mettere a dimora un Caprifoglio invernale, evitando solo i periodi in cui il terreno è troppo bagnato, gelato o innevato. In inverno, quando ben poche altre piante fioriscono, il Caprifoglio invernale sorprende con i suoi fiori e il suo profumo. E’ una pianta rampicante a portamento rigoglioso, con foglie ovali di colore verde brillante e infiorescenze a grappoli formate da fiori tubulosi bianchi e profumati, che generano frutti velenosi, ornamentali, piccole e lucide bacche di colore rosso. È una pianta che prospera alla luce, ma può svilupparsi senza grandi problemi anche in zone caratterizzate da una mezzombra. Si usa per creare pergolati all’interno dei giardini e balconi, o per ricoprire graticci applicati alle pareti esterne delle case. Ha uno sviluppo rapido e in poco tempo riveste grandi spazi. Il Caprifoglio rampicante si sviluppa in maniera vigorosa e quindi ha bisogno di elevati quantitativi d’acqua. In estate la pianta deve essere annaffiata quotidianamente.

IL GLICINE (Wisteria)

Il Glicine è di rapida crescita, specie se riprodotto da seme. È una pianta molto robusta che forma fusti e chioma con diametri elevati. La bellezza di questo rampicante raggiunge l’apice in marzo-aprile quando si ricopre di lunghi grappoli profumati blù-lillà, rosa-bianchi. Il Glicine si pianta in pieno sole, durante il riposo vegetativo che è compreso tra fine novembre e fine febbraio. Richiede una struttura solida sulla quale crescere, meglio se con robusti cavi d’acciaio, fissati con tasselli al muro, in modo tale da consentire la crescita potente. Per coltivare il Glicine in vaso sul balcone o terrazzo, sarà sufficiente un contenitore di 40-50 cm di larghezza, in modo da andare incontro alle esigenze della pianta rinviando l’operazione del rinvaso. Non appena la terra a disposizione della pianta apparirà diminuita, se ne aggiunge dell’altra. Durante l’inverno è bene proteggere la pianta con una pacciamatura naturale.

LE STRUTTURE E GLI UTILIZZI

Le piante rampicanti fiorite, sempreverdi o da balcone, si arrampicano verso la luce, hanno dunque bisogno di un supporto su cui crescere e svilupparsi in verticale. Solitamente sono sufficienti le irregolarità della muratura, ma non tutte le piante riescono ad aggrapparsi a queste superfici. Alcune di esse infatti hanno la necessità di arrampicarsi lungo un graticcio, mentre altre ancora si adattano a crescere su un palo, come il Glicine. Quindi è importante fornire ad ogni singola pianta il suo giusto supporto. Le piante rampicanti inoltre, possono svolgere ruoli e funzioni diverse:

per bordura a parete, scegliere piante con ventose, spine, aculei; su reticolato, rampicanti con viticci; su fili, soprattutto viti e viticci. Pergole ed archi si rendono spettacolari grazie ad una corona di fiori rampicanti profumatissimi, come quelli dei Gelsomini, dei Rosai, delle Madriselva, delle Clematidi. Sugli alberi sono da preferire le rampicanti spinose, da piantare direttamente alla base dei tronchi. Sui colori autunnali e invernali perfette sono le rampicanti a fioritura tardiva, come le Clematidi dai fiori gialli “Golden tiara” o quelle dai fiori azzurri come “Rhapsody”. Per ricoprire il suolo si usa qualsiasi tipo di rampicante vigoroso, come l’Edera, il Polygonum e la Madreselva. Spettacolare a terra, l’Ortensia rampicante!

SUPPORTI ARTIFICIALI: in commercio si trova un’ampia scelta di bordure, reticolati, grate, pergolati, di tutte le dimensioni. Alcune si fissano alle pareti, altre nella terra dei recipienti. I contenitori migliori sono quelli in plastica, che resistono molto bene alle intemperie.

Beatrice Pallotta

IL FOTORITOCCO DA SELFIE: TROPPI DANNI COLLATERALI?

Photoshop è da lungo tempo un ostacolo per l’autostima, in particolare per i più giovani. La possibilità di modificare e cancellare i cosiddetti difetti corporei e le imperfezioni, è una moda, fa tendenza, ma non è priva di effetti collaterali per l’equilibrio psicologico.

Il bello è che oggi si può scaricare una app del fotoritocco simile a Photoshop e gratuitamente anche sullo smartphone. In pochi secondi è possibile cambiare il proprio aspetto e postarlo come foto-profilo ufficiale. Il fotografo inglese Rankin ha raccolto una serie di selfie di ragazze ritoccate con la app, riflettendo su quanto possano essere dannose. Il progetto fotografico si chiama infatti “Selfie Harm”, “Il danno del selfie”.

Rankin ha fotografato 15 adolescenti di età compresa tra i 13 ei 19 anni. Ha poi chiesto a ogni adolescente di modificare una delle loro foto per renderla pronta per essere pubblicata su un social-media, utilizzando un’applicazione per smartphone gratuita. “Le immagini, come qualsiasi altra cosa, possono essere salutari o dannose, avvincenti o nutrienti”, ha dichiarato Rankin in un comunicato stampa.“E ora, più che mai, questo è diventato un problema enorme con l’enorme impatto culturale dei social media: ogni piattaforma è piena di immagini iper-ritoccate e altamente sfalzate, diffondendo molta confusione e alzando i livelli collettivi di ansietà. Un bel casino!

Le foto fanno parte di una mostra chiamata Visual Diet, un progetto di M & C Saatchi, Rankin e MTArt Agency che sta esplorando l’impatto delle immagini sulla nostra salute mentale. “Siamo alimentati con la forza di decine di migliaia di immagini ogni giorno, ed è solo in aumento, ma ci fermiamo mai e pensiamo a ciò che questo sta facendo alle nostre menti?”

GARDENING: TUTTI PAZZI PER GLI AGRUMI!

I cambiamenti climatici che stanno interessando l’Italia nell’ultimo ventennio, hanno reso possibile la coltivazione degli Agrumi su tutto il nostro territorio. Grazie a qualche accorgimento invernale, Cedri, Mandarini e Lime, attecchiscono bene anche al nord, regalando a balconi e giardini tutti i colori e i profumi del Mediterraneo. E non solo…

Attualmente il nostro Paese vanta produzioni di Agrumi che in termini qualitativi sono al top del contesto mondiale. Al nord le coltivazioni migliori sono la Ligure e quelle della “sponda Bresciana” del lago di Garda; in tutto il Meridione si coltivano importanti specie di Agrumi, con Sicilia e Calabria in testa. Le produzioni di diverse varietà di Cedro italiane sono tra le più apprezzate al mondo, in particolare il Cedro di Firenze e quelli di Calabria e del Garda, profumatissimi e molto apprezzati all’estero.

GLI ALBERI DELL’ORO VERDE

Gli Agrumi, com’è noto, sono particolarmente sensibili al freddo e al vento. E’ possibile coltivarli all’esterno senza problemi in tutte le zone costiere e sulle sponde dei laghi, ma è diverso per quanto riguarda le zone dove la temperatura scende sotto lo zero. Qui, ed è ormai una tradizione, nei giardini si costruiscono particolari strutture adatte ad ospitare gli agrumi nei mesi invernali, e cioè le aranciere e le limonaie. O più semplicemente, le piante vengono messo al riparo e poi protette da uno strato di tessuto non tessuto, avvolgendo la pianta nella sua interezza con una tela ampia, per consentirle di continuare a respirare. La adattabilità di queste magnifiche piante della famiglia delle Rutaceae, ha reso possibile la coltivazione di alberi da pomi aciduli inconsueti per il nostro gardening classico. Accanto ai tradizionali Limoni, Aranci e Mandarini, hanno trovato posto Lime, Kumquat, Mano di Buddha, Calamondino, Cedro, Bergamotto. In linea generale, per coltivare tutti gli Agrumi valgono sempre le stesse regole:

  1. gli Agrumi si coltivano in terra e in grandi vasi, ma in luogo soleggiato, facendoli svernare in ambienti protetti non riscaldati, come verande, cortili e naturalmente serre, adeguatamente luminosi. In zone ventose vanno comunque riparate, per evitare che le correnti d’aria asciughino troppo le foglie e i germogli. Particolare attenzione va posta all’inizio della primavera dove, nel nord Italia, le gelate mattutine comprometterebbero le fioriture precoci. Già i Romani descrivevano di ripari, frangiventi e altri mezzi impiegati per far prosperare queste piante nelle località situate più a Nord dei tradizionali luoghi di coltivazione.
  2. I terricci migliori sono quelli con una buona percentuale di sostanza organica e a pH neutro. Meglio diffidare da terricci troppo economici, poichè spesso sono realizzati con materie prime di bassissima qualità e soprattutto non sono sterilizzati, quindi possibili portatori di uova e larve di parassiti e ceppi fungini pericolosi.
  3. L’irrigazione è un punto molto importate quando si tratta di Agrumi: devono restare quasi a secco d’inverno, mentre quando fa caldo amano irrigazioni frequenti. In estate, quando possibile, irrorare le piante con acqua a temperatura ambiente.
  4. Le concimazioni si effettuano da marzo a novembre utilizzando concimi specifici per agrumi, somministrandoli con frequenza, ogni 15 giorni circa. In primavera e in autunno bisogna apportare concimi di origine organica ad alto contenuto di azoto, come i fondi di caffè, ad esempio, oppure gli estratti da alghe marine.
  5. La raccolta va effettuata quando i frutti hanno raggiunto un grado di maturazione sufficiente: al contrario di altre specie, infatti, la maggior parte degli agrumi non può completare la maturazione dopo che i frutti sono stati staccati dall’albero (i limoni invece possono maturare anche una volta staccati dalla pianta).

AGRUMI A PROFUSIONE

La famiglia dei Citrus comprende una gran varietà di alberi e di frutti bellissimi, dalle mille virtù alimentari, cosmetiche e curative. Ne ricordiamo qualcuno:

IL LIME

Coltivato nei paesi con clima subtropicale, il Lime è originario dell’India e della Malesia, da dove veniva esportato verso la Gran Bretagna e utilizzato come fosse un limone economico per i marinai e gli equipaggi delle navi che si ammalavano di scorbuto. Ancora oggi a Londra la parte dei magazzini dove erano stoccati i frutti si chiamano “Limehouse”. Agrume di piccole dimensioni riconoscibile per il tipico colore verde (dovuto al fatto che viene colto ancora acerbo), il suo succo ha un sapore spiccatamente agro. Ottimo in cucina ma non adatto da bere puro, il Lime è protagonista dei cocktail più rinfrescanti come caipirinha e mohito. Malattie e cure. In inverno ripariamo la pianta da temperature al di sotto dei 5 gradi, che possono farla deperire prematuramente. Inoltre, malattie fungine come il mal secco e attacchi insetticidi di cocciniglie e parassiti possono causare numerosi danni. Per le malattie fungine si ricorre a un anticrittogamico ad ampio spettro, mentre per cocciniglie e afidi insetticidi naturali. Benefici e proprietà. La polpa dei frutti contiene il 6% circa di acido citrico, il quale ha delle eccellenti proprietà antiossidanti. L’alto concentrato di Vitamica C, lo rende ideale per succhi e spremute salutari ed energetici

IL KUMQUAT

Foglie lucide, fiorellini profumatissimi, frutti saporiti e decorativi: il Kumquat o Fortunella o Mandarino cinese, è un agrume ideale in vaso, sul balcone e in giardino, e all’aspetto ornamentale unisce il fatto di essere un simbolo di fortuna e di salute. Il Kumquat vive bene in pieno sole, ma tollera anche posizioni leggermente semi ombreggiate. Ama gli ambienti ben aerati, ma il vento caldo e asciutto può seccare il fogliame, i germogli, i fiori e i piccoli frutti: è consigliabile quindi predisporre i frangivento nelle zone molto esposte alle brezze forti che vengono da Sud.
Tra gli agrumi, i Kumquat sono i più resistenti al freddo e riescono a sopravvivere in balcone al nord, spostati contro un muro soleggiato e riparati con velo non-tessuto; l’ideale è comunque una stanza non riscaldata o in una serra fredda. Il substrato deve essere fertile e soffice, ben drenato (non sopportano i ristagni idrici). Qualità e virtù. Nella tradizione orientale questi mandarini minuscoli portano fortuna. I frutti sono ricchi di vitamina C che rafforza le difese immunitarie, e contengono vitamina A e carotenoidi (utili per la vista e per la pelle), acido folico e minerali preziosi come potassio e calcio. Antiossidanti e mineralizzanti, aiutano la digestione. Insaporiscono macedonie, torte e sono ottimi sia freschi che canditi, caramellati e nelle marmellate.

IL CEDRO

Il Cedro è una pianta tipica dell’Asia sudorientale già presente in Italia dal III secolo a.C.. Particolarmente diffuso al sud specialmente in Calabria, è il frutto dal quale derivano tutte le piante del genere Citrus. Il frutto è un pomo di dimensioni notevoli, tanto da raggiungere persino i 4 chili di peso. La buccia è gialla, ruvida, rugosa o liscia, ed estremamente spessa: questa costituisce il 70% dell’intero frutto, mentre il rimanente 25-30% è commestibile. Le virtù. Ricco di vitamine e sali minerali, il Cedro è in grado di svolgere un effetto benefico su apparato cardiovascolare, colon, intestino, stomaco, capelli e reni. È inoltre ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti e possiede proprietà disinfettanti, digestive e lassative.

IL BERGAMOTTO

L’uso principale del pomo del Bergamotto è quello di prelevarne la meravigliosa essenza, estraendola dalla sua buccia esterna. Il Bergamotto è un albero sempreverde di circa 3 o 4 metri di altezza, con tronco dritto, corteccia grigia e lunghe radici. Questa pianta ha la sua prima fioritura alla fine di marzo e si protrae circa fino ad aprile, a seconda della varietà. Recentemente, il Bergamotto è tornato alla ribalta per le sue spiccate proprietà curative. È stato infatti dimostrato che “l’oro verde” della Calabria fa bene al cuore e tiene basso il colesterolo cattivo. In cucina, è utilizzato, soprattutto nell’arte dolciaria, come aromatizzante per caramelle, canditi, torroni, gelati, liquori e bibite. La Calabria vanta il 90% della produzione mondiale di Bergamotto. In questa zona infatti si crea il microclima più adatto alla sua coltivazione, con estati calde senza pioggia e inverni che non scendono sotto i 10 gradi. Coltivare il Bergamotto in altre zone o in vaso è possibile, ma ci sarà una produzione di frutti inferiore.

IL POMPELMO

E’ una pianta sempreverde originaria dell’America centrale. In Italia viene coltivata principalmente in Liguria, al meridione e nelle isole. La pianta di Pompelmo non sopporta i terreni compatti e quelli eccessivamente calcarei terreni che rendono il ferro insolubile; il substrato di coltura ideale quindi, è un terreno a medio impasto composto da comune terreno da giardino mescolato con ghiaia grossolana e sabbia. Si tratta di un agrume particolare, la cui comparsa è recente, ovvero del 1700, e non proviene dall’Asia, ma dalle Isole Barbados, dove i coltivatori di Agrumi ibridarono le arance coltivate in Giamaica con il pomelo. Ne esistono diverse varietà, di cui il rosa costituisce l’Agrume più dolce in assoluto. I BENEFICI. Come per tutti gli Agrumi, i pompelmi sono frutti sani e salutari, ricchi di vitamina C; il contenuto di fibre, sali minerali, acqua, vitamine, e la quantità di zuccheri non eccessiva li rende un frutto spesso consigliato nelle diete. Dai suoi semi si estrae il GSE, uno tra i più potenti disinfettanti naturali.

PERCHE’ SCEGLIERE GLI AGRUMI

Pochi gruppi di piante come gli Agrumi possiedono un così elevato valore estetico-ornamentale, legato a molteplici fattori:

  • sono piante, in linea generale, sempreverdi;
  • sono forniti di un fogliame di colore intenso e di aroma gradevole;
  • hanno un valore ornamentale che si esprime durante tutto l’anno per la contemporanea presenza di fiori e frutti a diversi stadi di maturazione;
  • fruttificano producendo gli ambiti “Pomi delle Esperidi”, con i loro vivaci colori dal giallo, all’arancione, al rosso, e vi si mantengono spesso per alcuni mesi;
  • ampia varietà di forme all’interno del genere Citrus e dei generi simili;
  • adattabilità alle condizioni ambientali;
  • longevità;
  • differenti tipologie di utilizzazione (paesaggistica, piante in vaso, verde urbano) UNA SPREMUTA DI VITALITA’ Il termine agrume deriva dal latino “acris” che significa acidulo, caratteristica dovuta all’alto contenuto di acido citrico, sostanza con potere dissetante, astringente e rinfrescante. Fin dall’antichità gli Agrumi sono stati impiegati come farmaci naturali per le loro proprietà disinfettanti e battericide, oggi dimostrate dalla scienza contemporanea. Gli Agrumi sono ricchissimi di Vitamina C e buone quantità di vitamine A, B, PP e sali minerali, tutto ciò rende questi frutti importanti per l’alimentazione, contribuendo a mantenere in salute il nostro organismo. L’arancia, dopo la banana, è il frutto più consumato nel mondo ma anche il limone e il mandarino e tutti i suoi ibridi sono molto conosciuti e apprezzati. Negli ultimi anni hanno assunto grande importanza sui mercati europei anche il Lime, originario della Malesia, e il Pompelmo, unico agrume di origine extra Asiatica. Il Pompelmo rosa, un ibrido fra pompelmo e arancia, è particolarmente ricco di vitamine A e C. Beatrice Pallotta

LA CASA GIAPPONESE

Le case tradizionali giapponesi rappresentano una parte importante della cultura del Giappone. Hanno caratteristiche uniche, sono molto funzionali e si armonizzano perfettamente con la natura. Come ci ricorda lo storico Daniel Boorstin:“Mentre gli architetti occidentali combattono gli elementi della natura, i giapponesi, ammirando il loro potere, hanno cercato il modo di utilizzare il loro fascino”.

Le case Zen, che si estendono nell’ampiezza di un solo piano con linee essenziali, solitamente sono immerse nel verde, quasi nascoste fra gli alberi. Sono abitazioni “temporanee”: composte di materiali assolutamente naturali come il legno, la carta, la paglia di riso e l’argilla. Vengono ricostruite infatti ogni 20, 30 anni al massimo, generazione dopo generazione. Molte funzioni delle case familiari tradizionali sono state riportate all’interno della cultura metropolitana giapponese. Gli appartamenti delle brulicanti città nipponiche ne hanno conservato stile e prestazioni, fondendoli con i più avanzati elementi dell’elettronica e dell’informatica.

Una casa intorno all’uomo

Lo stile degli interni della classica abitazione giapponese è una disposizione geometrica di varie stanze, separate da grandi porte scorrevoli con le quali poter creare all’occorrenza ambienti più ampi. I pannelli mobili sono di carta traslucida con cornici in legno. Si chiamano “shoji”o “fusuma” e vengono utilizzati sia per pareti interne che esterne. Consentono un’illuminazione naturale, diffusa, e le loro trasparenze permettono di intravedere nelle stanze accanto. Diversi sono gli elementi più classici degli interior giapponesi consolidati nel tempo che hanno contribuito a diffondere nel mondo l’arredamento zen. Ne ricordiamo solo alcuni…

Engawa: è un corridoio esterno che avvolge l’intera casa e che separa le pareti dei delicati shoji dalle persiane vere e proprie, anch’esse scorrevoli. Ad imposte chiuse, l’engawa sembra un passaggio segreto, ma in estate diventa parte del giardino come una sorta di veranda. Le persiane o “amado”hanno una tenuta imbattibile durante i ricorrenti tifoni e sono molto efficaci in termini di sicurezza e di privacy.

Genkan: è l’ingresso principale dove si lasciano le proprie scarpe. Indossare le calzature all’interno della casa è assolutamente proibito e nel genkan si trova un armadio o uno stanzino dove poterle lasciare. Per i giapponesi calpestare il pavimento di casa con le calzature rappresenta una grave forma di maleducazione per questioni di igiene. Inoltre, parte della pavimentazione è soffice e delicata per via della presenza dei tatami.

Tatami : il tatami è un tappeto di paglia di riso morbido e profumato a dimensione standard, variabile di regione in regione. Il pavimento di tatami si ottiene accostando tra loro due o più stuoie. Questa peculiarità permette di utilizzarlo in una stessa stanza per scopi diversi. Di giorno il tatami accoglie la zona pranzo e il living. Alla sera diventa la base del tradizionale materasso giapponese, il “futon”. In origine, la casa familiare giapponese era costituita da un solo ambiente che cambiava secondo le esigenze. Pannelli scorrevoli e tatami erano gli elementi mobili che permettevano una maggiore privacy e la multifunzionalità dell’ambiente disponibile. Il tatami è impiegato come unità di misura edile delle odierne abitazioni.

Chabudai e Zabuton : I chabudai sono tavolini bassi da utilizzare seduti a terra sui confortevoli “zabuton”, cuscini quadrati di puro cotone. Gli zabuton sono impiegati ovunque, nei locali, nelle scuole, durante manifestazioni pubbliche e cerimonie zen, anche con un piccolo schienale pieghevole di supporto. Si chiama “zafu”invece la versione rotonda dello zabuton, con imbottitura più importante.

Kotatsu: è uno speciale tavolino con riscaldatore incorporato. In Giappone il riscaldamento nelle abitazioni si usa poco e il kotatsu rappresenta l’unico focolare della casa. Oggi il kotatsu ha una resistenza posta alla base del tavolino, avvolto da una coperta futon. Le persone si possono accomodare con le gambe sotto il kotatsu per rilassarsi, consumare un pasto, studiare o guardare la televisione.

Ranma: i ramna sono dei piccoli capolavori artistici. Si tratta di pannelli intagliati nel legno, decorati, posti sopra i pannelli scorrevoli. Sono stati ideati per migliorare l’illuminazione naturale.

Tokonoma:è una zona della casa rialzata che mette in evidenza l’arte di un dipinto, di uno shodo o di un ikebana, come pergamene spirituali o bonsai. I Tokonoma sono legati ai samurai zen dei quali erano luogo di culto e devozione. Le piccole alcove sono estremamente lineari ed espongono una sola opera d’arte o pergamena, accostata a composizioni di fiori recisi, gli ikebana, o a minuscoli bonsai.

Ofuro: è il termine giapponese che definisce la zona bagno, che comprende una toilette ben separata a chiusura completa. In Giappone è ben chiara l’idea di “sporco”: prima di entrare in vasca per un’interminabile e calda immersione, è obbligatorio lavarsi in precedenza con la doccia. La zona bagno e tutti i sanitari tradizionali sono in legno. Negli appartamenti il legno si fonde con elementi moderni ad alta tecnologia e con sistemi ecosostenibili.

Byobu: rappresentano l’analogo dei nostri separe’. Sono pannelli pieghevoli che consentono la privacy una volta estesi, dipinti con raffinate decorazioni artistiche di alto livello artistico.

La via della seta

La seta (kinu) è la più nobile tra le fibre naturali. Costosa dato i lunghi processi di produzione delegati alla coltura del baco, e pregiata per le sue caratteristiche di lucentezza, elasticità, leggerezza, è un tessuto molto resistente e dona un’ottima protezione termica. Importata dalla Cina agli albori della civiltà nipponica, la seta giapponese ha conosciuto secoli di evoluzione fino a diventare il tessuto più pregiato al mondo. La seta era il tessuto degli straordinari kimoni, rivestiva byobu, impreziosiva elementi d’arredo. Ultimamente in Giappone si riciclano i vecchi kimoni in nuove creazioni di oggetti raffinati, come accessori per l’arredamento, scarpe, borse, spille, decorazioni.

Pagode e terremoti

La struttura della casa familiare giapponese è distribuita su un solo piano ed è completamente smontabile perchè priva di chiodature e fissità metalliche. Queste caratteristiche la rendono antisismica e molto semplice da ricostruire. L’antica architettura giapponese e la maestria dei suoi carpentieri ha concepito strutture antisismiche eccezionali. Ne sono da esempio le pagode Gojunoto e Yasaka. Gojunoto è una pagoda antisismica eretta nel 1407 a Nara come tempio. I cinque piani oscillano in fase opposte quando ci sono scosse di terremoto, impedendo alla struttura di spezzarsi. Le stesse tecniche sono state utilizzate in edifici moderni con ottimi risultati. La pagoda Yasaka di Kyoto è sopravvissuta a più di cinque secoli di terremoti. Durante le scosse l’intero edificio oscilla e si muove intorno ad una colonna indipendente di ancoraggio centrale. E’ oggetto di studio ed osservazioni da parte della moderna ingegneria antisismica. Beatrice Pallotta

LA MUSICA POP E’ SEMPRE PIU’ TRISTE

I sentimenti di rabbia e tristezza sono in aumento nei testi della musica pop. Secondo un’accurata ricerca statunitense sul linguaggio, le espressioni emotive delle “canzonette” contengono sempre più riferimenti al disagio e alla malinconia. Lo studio ha analizzato i testi di oltre seimila canzoni edite dal 1951 al 2016, in classifica internazionale sulla famosa piattaforma “Hot 100”di Billboard.

I testi musicali di oggi sono i più angosciosi e contorti degli ultimi 60 anni! Un’analisi scientifica dei testi di musica popolare dagli anni ’50 fino al 2016, ha mostrato di come i sentimenti negativi collettivi siano in netto aumento. Lo studio è stato condotto alla Lawrence Technological University di Southfield dai professori Kathleen Napier e Lior Shamir. La ricerca si chiama “Analisi quantitativa del sentimento dei testi nella musica popolare”, ed è stata pubblicata sul Journal of Popular Music Studies.

La musica popolare è cambiata significativamente nel corso degli anni – ci spiegano gli scienziati Kathleen Napier e Lior Shamir, – rivelando differenze fondamentali rispetto alle canzoni scritte nei decenni precedenti. Una composizione musicale pop si compone di due parti: la melodia e il testo. Analizzando parole, note, pause, anche con l’ausilio dei più moderni sistemi informatici, della musica popolare degli ultimi sessant’anni, è evidente un progressivo peggioramento dell’umore e delle aspettative collettive.” “Sebbene l’amore e il romanticismo siano sempre stati il tema dominante della musica popolare, i testi e gli stili lirici sono cambiati significativamente nel corso dei decenni, riflettendo cambiamenti sociali e politici, – specificano così gli autori – In generale, i risultati mostrano una chiara tendenza verso un tono più negativo nei testi di musica pop, con un cambiamento più significativo nei primi anni ’90.Questa tendenza può anche essere spiegata dai cambiamenti nei valori sociali, riflessi attraverso i cambiamenti nella musica popolare mainstream. I risultati mostrano che la rabbia, il disgusto, la paura e la tristezza sono aumentati in modo significativo, mentre la gioia, la sicurezza e l’apertura espresse nei testi delle canzoni pop sono diminuite. ”

ANNI ’50 E ’60 I PIU’ FELICI

La ricerca è stata imponente e dettagliata dal punto di vista storico. Come sottolineano i ricercatori: “Per identificare le possibili differenze, abbiamo analizzato i sentimenti espressi nelle canzoni in classifica della Billboard Hot 100, che riflette le preferenze degli ascoltatori e dei fans della musica popolare in ogni anno. L’analisi automatica del sentimento, gestita dai computer, ha vagliato oltre 6.150 canzoni, dal dopoguerra ai giorni nostri.” I risultati mostrano che la rabbia, il disgusto, la paura, la tristezza e la non coscienziosità, sono aumentati in modo significativo, mentre la gioia, la sicurezza e l’apertura sono quasi svanite. I dati mostrano inoltre che gli anni Cinquanta sono stati i più felici e quelli Sessanta i più creativi e aperti alle novità, con un’unica eccezione: la musica pop torna a cantare la gioia di vivere nei tre anni che vanno dal 1981 al 1984… Per questo studio, Napier e Shamir hanno utilizzato un programma di “estrazione” del testo, il Tone Analyzer ( strumento cloud di IBM Watson), per condurre un’analisi automatica del “tono” dei sentimenti (ad esempio, emozioni, sentimenti, atteggiamenti).

BILLBOARD E I DISCHI…BOLLENTI!

The Hot 100 è la famosa classifica pop US del settimanale Billboard. All’inizio questa classifica si avvaleva dei dati dei dischi venduti e delle canzoni più gettonate nei jukebox e nelle radio. L’avvento della tecnologia musicale digitale alla fine del 20° secolo, ha creato un effetto a catena che ha portato alla chiusura di molti negozi di dischi storici. Attualmente, le classifiche pop Hot 100 degli Stati Uniti, si basano su rapporti di streaming musicale di Spotify e Apple Music e dei video riprodotti su YouTube e Vevo, nonché sulle visualizzazioni dei social media.

Beatrice Pallotta

AMAZON: IL TEA TREE OIL E’ IL NUMERO UNO!

L’olio essenziale di Tea Tree è il più venduto al mondo. Lo afferma Amazon che, negli Stati Uniti, spedisce una boccetta di Tea Tree Oil da 8 dollari ogni 8 secondi. Ma quali sono i benefici che si ottengono dall’unguento naturale più in voga del momento? Il Tea Tree Oil cosa cura in particolare?

L’olio dell’Albero del Tè o Melaleuca. è utilizzato in Australia dalle popolazioni aborigene da migliaia di anni per le sue proprietà terapeutiche e medicinali incredibilmente efficaci. Gli aborigeni estraevano l’olio schiacciandone le foglie, e con questo curavano la pelle, le ferite, le infezioni, i funghi epidermici e quelli delle unghie, le infezioni respiratorie. Negli anni ’20, il chimico australiano Arthur Penfold scoprì diverse attività antimicrobiche nell’unguento, che accesero l’interesse e la ricerca dei medici, soprattutto da parte dei dermatologi.
Oggi il Tea Tree Oil è il prodotto naturale più impiegato per la cura di micosi, dermatiti, acne, e per altre numerose proprietà. Ne elenchiamo alcune:
E’ antibatterico Uno studio recente ha dimostrato l’efficacia dei lavaggi del corpo con olio di Tea Tree per contrastare anche lo Staphylococcus Aureus, un agente patogeno tristemente noto perchè infetta gli ospedali. Il responsabile scientifico della ricerca ha detto a proposito: “Questo è un passo importante per continuare a sperimentare il Tea Tree Oil in contesti clinici“.
E’ antivirale Secondo uno studio condotto dalla Dott.ssa Christine Carson e dal suo team alla University of Western Australia, la significativa attività antivirale dell’olio di Tea Tree è molto efficace per combattere infezioni come l’herpes labiale e genitale.
Elimina i funghi I funghi affliggono l’uomo e la donna da millenni, con infezioni come Vaginite, Candida e Mughetto, ad esempio. Uno studio ha dimostrato che il Tea Tree Oil uccide i dermatofiti che causano le infezioni fungine, ed è anche efficace contro i Candida Albicans che danno origine alla Vaginite. I ricercatori hanno concluso che l’olio è adatto per il trattamento del mughetto, orale e vaginale, per la dermatite seborroica e della forfora.
E’ antinfiammatorio Uno studio condotto presso la Flinders University ha dimostrato che l’applicazione di olio di Tea Tree al 100%, ha ridotto drasticamente l’infiammazione della pelle in un gruppo di volontari, irritata da sostanze mal tollerate come il nichel. Il Tea Tree Oil cura allergie, punture di insetti e scabbia.E’ molto efficace inoltre per eliminare i pidocchi e altri parassiti dei capelli e dei peli.
Acne e brufoli L’acne può essere originato da cause diverse, ormonali, intestinali, ghiandolari o da stress. Questo olio è un ottimo alleato per la cura di tutte le patologie della pelle, nonché delle verruche.
Artrite Per quanto riguarda l’efficacia dell’olio dell’Albero del Tè per alleviare il dolore causato da reumatoide e artrosi, aumenta in sinergia con altri oli, come quello di Eucalipto. Ottima la miscela di oli Elmore per dolori e gonfiori.
Blefarite e problemi agli occhi In uno studio, circa trecento pazienti con blefarite (una patologia degli occhi caratterizzata da secchezza delle palpebre, irritazione e dolore) e infestazione da demodex, sono stati trattati con questo olio essenziale. Attraverso scrub regolari di olio sulle palpebre ammalate, gli acari demodex e le blefariti sono scomparsi.
Ascessi Le infezioni batteriche possono originare bolle piene di liquidi, gli ascessi, in qualsiasi parte del corpo. Le proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche dell’olio di Tea Tree accelerano la regressione del gonfiore, prevenendo le eventuali recidive.
Lividi, ustioni, scottature Perfetto per le scottature da sole, l’olio essenziale di Tea Tree cura magistralmente tagli e ferite, applicandolo direttamente sulla pelle due volte al giorno, fino a completa guarigione. Meglio se abbinato con il gel di Aloe Vera.
Cistite La cistite è una infezione della vescica e/o del tratto urinario, che provoca dolore e bruciore durante la minzione. È causata spesso dal batterio intestinale escheria coli. In questo caso si faranno irrigazioni esterne di alcune gocce del prodotto diluite in acqua, per disinfettare e calmare il bruciore.
Cure per i denti Gli effetti dell’olio dell’Albero del Tè sulle infezioni dentali e la parodontite, sono stati studiati a lungo. Diluito in acqua per i risciacqui orali, ha dimostrato di essere un ottimo disinfettante del cavo orale, delle gengive e dei denti, riducendo inoltre gli eventuali dolori e la formazione della placca. Le sue proprietà antifungine, citotossiche e immunomodulatorie, inibiscono candidosi orale, gengivite, mal di denti, alitosi e ulcere alla bocca.
Dermatite La dermatite è un disturbo infiammatorio della pelle, spesso associato alle malattie autoimmuni. Le proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e analgesiche del prezioso olio essenziale sono perfette per la cura di dermatiti, della dermatite seborroica di capelli e cuoio capelluto, della psoriasi, dell’eczema, di allergie.
Infezioni respiratorie L’olio dell’Albero del Tè può curare raffreddori, mal di gola e infezioni del seni nasali molto velocemente. Si usa per gargarismi, sciacqui locali, inalato con vapore.
Il Tea Tree Oil non è commestibile. Si usa applicandolo direttamente sulla pelle come unguento, o diluito in acqua per effluvi o suffumigi.
Beatrice Pallotta

LE SCIAMANE E LA MEDICINA NATURALE: LA MOSTRA DI ROMA

Si tratta di una lunga storia quella che lega il mondo naturale all’essere umano. Fin dalla Preistoria, l’uomo ha avuto la necessità di trovare rimedi per curarsi da ferite e malattie. L’istinto e l’intuito lo guidarono a scoprire le proprietà curative delle piante, un po’ come gli animali. Come ci spiega Filippo Maria Gambari, direttore del Museo delle Civiltà di Roma, dove si sta svolgendo la mostra “Le piante e l’uomo”: “In quest’opera di “ricerca” delle proprietà vegetali le donne ricoprivano un ruolo di primo piano. Mentre infatti l’uomo si occupava della caccia, esse erano dedite alla raccolta di frutti ed erbe spontanei. Furono anche le prime a coltivare i semi dando poi avvio all’agricoltura. Questa loro attività faceva sì che nelle comunità nascesse e si affermasse la figura della “donna di medicina” che, di solito anziana, sopravvissuta a molti parti, ricopriva il ruolo di sciamana”. Infatti le donne moderne hanno ancora una capacità spiccata a distinguere meglio i colori, e di individuare dettagli che all’uomo sfuggono.

LE DONNE OSSERVANO MEGLIO

“Le donne di medicina”curavano specialmente con alcune erbe, impiegate ancora oggi come rimedi naturali. Tra queste spiccano tra tutte la Consolida Maggiore, per disinfettare e cicatrizzare; il Luppolo, come analgesico; l’Aglio, come anti-parassitario; il Papavero, come analgesico e sedativo; funghi e muschi come antibiotici; il Salice, come antipiretico, antinfiammatorio. “Per comprendere la messa a punto di questi rimedi – sottolinea a tal proposito Gambari- bisogna immaginare l’esperienza stratificata di decine di migliaia di generazioni che ha prodotto una forma «darwiniana» di sperimentazione che l’uomo moderno non può concepire. Nella più completa ignoranza della chimica, l’uomo preistorico attribuiva tali proprietà alla magia, come è comprensibile. Non a caso, le arpe dei Celti erano di legno di salice, che si riteneva fosse un materiale magico utile per collegarsi alle divinità apollinee del loro pantheon. A tal proposito, – spiega ancora il direttore – sono significativi i tatuaggi che sono stati ritrovati sulla pelle dell’Uomo del Similaun, mummia risalente a 5000 anni fa, ritrovata sul ghiacciaio omonimo al confine tra Italia e Austria. L’analisi osteologica su Oetzy ha dimostrato che l’uomo soffriva di osteoartrosi. Proprio nei punti che dovevano essere dolenti per il soggetto, sono ancora visibili tatuaggi realizzati con magnetite, un materiale che per le sue proprietà poteva realmente dargli sollievo. Basti pensare a quanto oggi avviene con i cerotti magnetici studiati appositamente per lenire i sintomi di questa patologia. Tuttavia è probabile che l’Uomo del Similaun attribuisse la sua guarigione più ai simboli magici che non al materiale con cui era stata dipinta la sua pelle”.

Beatrice Pallotta

Mostra “Le piante e l’uomo”, Museo delle Civiltà (arti e tradizioni popolari) di Roma (fino al 21 aprile 2019).

LA DIETA MADE IN ITALY CONTRO LE INFIAMMAZIONI

Esiste un menù perfetto che predispone il corpo alla salute e che aumenta l’efficienza del sistema immunitario? Gli ultimi studi lo confermano: la dieta mediterranea è sempre la migliore, anche quando si parla di “infiammazioni” e di infezioni.

“Infiammazione” è un termine che ricorre sempre più spesso nell’ambito delle medicina e delle neuroscienze. Con “stati infiammatori” si definiscono genericamente numerose patologie più o meno importanti come l’acne, l’obesità, l’Alzheimer, l’ulcera, la schizofrenia, la sindrome da stress, le infezioni, le ferite, le allergie, la cellulite, alcuni tumori, etc. Ma cos’è un’infiammazione? In realtà l’infiammazione in se’ per se’ è una reazione di difesa dell’organismo: provocato da una malattia, da una lesione o altro, il sistema immunitario si attiva per curare la patologia con cellule T, globuli bianchi, liquido linfatico. Sangue e altri fluidi corporei si riversano sui tessuti danneggiati per rimuovere le tossine e irrigare l’intera area. Questo assalto di anticorpi è la causa dei gonfiori, dell’aumento della circolazione e, in molti casi, anche del dolore. Secondo alcune ricerche contemporanee, anche un’alimentazione sbagliata può provocare diversi stati infiammatori. Come afferma Elson Haas, medico ricercatore e scrittore: “Una dieta ad alto contenuto di alimenti “infiammatori” provoca un’infiammazione costante nel corpo. Se il sistema immunitario è sempre impegnato a contrastare le tossine di un certo tipo di alimentazione, sarà scarsamente efficace in caso di malattie e di stress prolungato.”

NO A FAST-FOOD E AI CIBI CONSERVATI

Alimentarsi costantemente con il cibo killer induce il corpo, cervello compreso, a comportarsi come se si trovasse in uno stato perenne di guerra, molto dispendioso ed impegnativo in termini di risorse ed energia. Tra gli alimenti più irritanti troviamo il cibo-spazzatura, i prodotti confezionati, conservati, quelli in lattina, i grassi animali. Secondo la ricercatrice Barbara Rowe: “I prodotti alimentari pronti all’uso, ad esempio, introdotti negli ultimi 50/60 anni, sono nuovi per la dieta umana. Questi alimenti moderni possono essere scambiati per tossine e attaccati dagli anticorpi “confusi”, con il conseguente insorgere dell’infiammazione”. Ricorrere alla dieta vegetariana o vegana non basta per evitare il problema, dato che diversi vegetali producono allergie, e patate, pomodori e melanzane possono peggiorare un’infiammazione. Queste verdure infatti contengono un alcaloide, la solanina, che può scatenare dolori articolari in alcune persone, soprattutto a chi soffre di artrite, per esempio. Altra causa di infiammazione generale è lo squilibrio acido-alcalino nel corpo che crea tossicità e fa infiammare le cellule. Altamente acidi e infiammatori sono i cibi raffinati, caffè, tè nero, alcol, zucchero e succo di frutta, carne rossa.

SI’ A OLIO DI OLIVA E PEPERONCINI!

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I migliori alimenti anti-infiammatori e anti-ossidanti che non possono mancare in una dieta sana, ci aiutano inoltre a non ingrassare e ad avere più energia. I principali sono:

Peperoncino. La capsaicina contenuta nel peperoncino è un anti-infiammatorio naturale, particolarmente indicato per l’artrite e per altri dolori osteoarticolari.

Ananas. Il dolce frutto tropicale contiene un composto anti-infiammatorio chiamato bromelina, che riduce i gonfiori, il dolore, e contrasta le infiammazioni.

Verdure verdi e a foglia larga. Questi ortaggi deliziosi contengono acido alfa-linolenico e Omega-3, entrambi anti-infiammatori.

Semi di lino, noci, semi di zucca. Come le verdure verdi a foglia larga, questi semi e noci contengono Omega-3. Mai tostare le noci. Una volta cotte perdono le loro migliori proprietà.

Pesci oleosi. Salmone, sgombro e sardine sono ricchissimi di Omega-3, che riducono la produzione di ormoni pro-infiammatori nel corpo.

Olive e olio d’oliva. L’acido oleico nelle olive e nell’olio d’oliva contiene acidi grassi Omega-9, che aiutano gli Omega-3 a svolgere il loro compito antinfiammatorio.

Mele e cipolle. Questi vegetali contengono quercetina, un inibitore naturale dell’istamina che aiuta il corpo a combattere le allergie ambientali. Meglio preferire le mele biologiche e consumare anche la buccia, che contiene altre sostanze anti-infiammatorie.

Beatrice Pallotta

RIGENERARSI COME LA NATURA

Come aumentare l’energia vitale in questo periodo letargico con metodi assolutamente naturali

Sentirsi stanchi a fine giornata, soprattutto nei passaggi climatici da una stagione all’altra, è un fenomeno assai diffuso. Il crollo a metà pomeriggio colpisce quando l’energia vitale diminuisce, e l’intero organismo col crepuscolo inizia a prepararsi alla fase del riposo, come è giusto e naturale che sia. La gestione del ciclo attività-riposo del moderno homo sapiens si è molto distanziata dall’ideale suggerito dalla Natura. La sera e la notte sono nuovi spazi per nuovi lavori e divertimenti, e la giornata “del fare” è una possibile, infinita, “H.24”. L’energia vitale, a questo punto, non basta mai. Snack e caffeina forniscono quel che basta per tirare avanti per un po’, ma sono espedienti dannosi per la salute, il cui effetto è evanescente. Utilizzando però un approccio olistico e naturale si ottengono risultati migliori, che riforniranno ogni nostra cellula di sprint, salute e buon umore in pochi minuti.

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COS’E’ L’ENERGIA VITALE

L’energia vitale è ciò che caratterizza la manifestazione della Vita, nei suoi molteplici aspetti, visibili e non. Per una vita sana e colma di benessere è indispensabile saper intuire il proprio livello energetico (cosa relativamente semplice, istintiva per la maggior parte delle persone) ed essere attenti in un’adeguata gestione dell’energia vitale, al fine di mantenerla qualitativamente elevata.

Riportiamo qui qualche suggerimento per stimolare nuove energie “pronte all’uso”.

L’ASCOLTO”DEL CIBO. Nei momenti di crisi energetica sostituire le merendine zuccherine con una manciata di pistacchi o noccioline, oppure di uva passa, a cui aggiungere eventualmente un frutto di stagione.Più in generale è bene aumentare il consumo di frutta e verdura nella dieta quotidiana, evitando tutto ciò risulti “pesante” da digerire. Eseguire i test sulle intolleranze alimentari può essere di aiuto, ma ascoltandosi bene ciascuno di noi è in grado di percepire cosa appesantisce e cosa ci rende più attivi. Ascoltare se stessi, avere più fiducia del proprio istinto e delle sensazioni che il corpo ci invia, è un allenamento alla cura di se’ molto importante.

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LA RICARICA DI “O”. Almeno una volta al giorno, (meglio alla mattina, ma è utile in qualsiasi momento di stanchezza) trovare un proprio spazio per ri-centrare l’attenzione all’interno di se’.

Bastano 10 minuti di vero rilassamento, con gli occhi chiusi, rilasciando il più possibile le tensioni muscolari, dal collo via via verso le gambe ed i piedi. La respirazione sarà profonda, senza mai forzare. Quando si respira intensamente, si utilizzano i polmoni alla loro piena capacità, prendendo circa 5.000 millilitri di aria per ogni inalazione. La respirazione superficiale ne carica solo 500.

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IL MASSAGGINO. La pelle, piuttosto che essere un confine statico tra i mondi interni ed esterni, è il sensore dinamico dell’ambiente. L’epidermide esplora l’esterno ed informa l’interno. In questa chiave si inserisce la pratica del massaggio, che attenuando tensioni e stress prodotte dal contatto con l’ambiente, invia all’interno stimoli benefici, volti a rimettere in equilibrio il sistema endocrino e quello nervoso. L’auto massaggio può essere praticato ovunque ed in qualsiasi momento. E’ bene soffermarsi con i movimenti delle mani sulla testa, ai suoi lati e sulla nuca, per poi scendere al collo e sulle spalle. Poi le braccia, le gambe, i piedi.

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I SUONI PRIMORDIALI. È possibile sfruttare il  potere del suono per ricevere la sua energia vibrazionale. Ascoltare una musica stimolante (o suoni primordiali) può calmare ma anche eccitare. Emozioni e sistema nervoso, a seconda del ritmo e frequenza di ciò che si ascolta, possono essere pilotati dal suono.Vanno benissimo cuffiette e lettore mp3. Se possibile, accompagnare i suoni con i movimenti del corpo coadiuva i suoi effetti benefici. Ci sono sequenze di toni vibrazionali, reperibili anche su You Tube, dedicate ai Chakras energetici e al loro benessere.

UNA BOCCATA D’ARIA. Stare all’aperto e godere della luce naturale, ricarica di energie positive. Passeggiare, portare il cane a spasso, fare una corsetta di 5 minuti, o anche semplicemente sedersi in balcone, disintossica, rilassa, e devia il pensiero verso altri orizzonti, lontani dall’ufficio e dagli impegni scolastici.

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IL NON PLUS ULTRA. Un’attività fisica periodica e delle pratiche di benessere basate sul corpo, sono degli ottimi coadiuvanti per mantenere pulizia e fluidità sul piano energetico e apporta benefici direttamente a tutti gli organi. Nello specifico, yoga e bioenergetica sono le attività migliori, senza nulla togliere alle pratiche cinesi, il Tai Chi, Qi Gong ed altri, naturalmente!

Beatrice Pallotta

IL CORPO NON MENTE MAI

Saper osservare il proprio corpo e quello degli altri rivela gli aspetti più profondi e segreti della nostra vita interiore. Il corpo, infatti, non mente mai. In ogni sua singola cellula penetrano e si imprimono le emozioni, i pensieri, le paure e le gioie. Il corpo è una vera “mappa psicosomatica” che descrive i contenuti più nascosti di una vita intera.

I BLOCCHI EMOTIVI

La comunicazione tra mente e corpo è continua ed ininterrotta già prima della nascita. Per esempio, la “paura” si imprime nella memoria cellulare molto velocemente e lì viene bloccata e ricordata inconsapevolmente. In specifiche aree muscolari si creano delle tensioni, mentre altre zone possono tendere ad ingrandirsi ed altre a indebolirsi.

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IL CORPO PARLA PER DUE

Aspetti fondamentali della lettura psicosomatica del corpo sono le valutazioni sulle sue parti sinistra e destra, e sulle proporzioni.

L’emisfero sinistro del cervello si dedica al pensiero analitico e logico, alle funzioni verbali e matematiche e “governa” la parte destra del corpo. L’emisfero destro invece è orientato alla creatività, alle immagini, alla percezione dello spazio, e la sua attività si manifesta nella parte sinistra del corpo. Analogamente la cosmologia cinese indica con Yin e Yang le forze energetiche femminile e maschile.

La PARTE DESTRA DEL CORPO è considerata maschile perché connessa al pensiero logico e razionale, ed a personalità autoritarie, aggressive, molto attive, di tipo yang. Si riferisce alle esperienze psicologiche collegate alla figura paterna o ad una madre autoritaria, al proprio maschile interiore, all’azione.

La PARTE SINISTRA DEL CORPO scaturisce dagli aspetti femminili della personalità, quali l’emotività, il pensiero creativo, la ricettività, come nell’energia yin. La parte sinistra riporta al rapporto con la propria madre e al “femminile” interiore 

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PARTI SUPERIORE ED INFERIORE DEL CORPO

La PARTE INFERIORE DEL CORPO stabilisce il contatto con la terra. Può essere solida o instabile. Muove il corpo, sostiene e “radica”. Rappresenta la relazione con la propria famiglia, la vita intima, l’equilibrio emotivo. Le persone che tendono ad essere grosse e pesanti dai fianchi in giù, sembrano avere uno stile di vita orientato verso aspetti “stanziali” e privati della vita. Tendono all’introversione, a cercare protezione negli affetti, a preferire uno stile di vita stabile anche nelle relazioni.

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La META’ SUPERIORE DEL CORPO è dedicata a comunicare, esprimere, respirare, vedere, pensare. E’ connessa alla socializzazione, all’espressività, all’affermazione dell’Io. Un torace sviluppato su fianchi stretti e gambe magre, può denotare una personalità con grandi capacità comunicative non sostenute da solide radici emotive, per esempio.

La metà del corpo più sviluppata ha in genere una coordinazione motoria più consapevole ed armonica rispetto all’altra più in ombra. La parte più attiva è anche la più “sana”, mentre l’altra meno sviluppata è più rigida, stressata e si ammala più facilmente.

Beatrice Pallotta