Il drammatico cambiamento che il Covid 19 sta imponendo alla routine quotidiana, influenza anche la qualità del sonno e dei sogni. Secondo i sondaggi dell’Università britannica King’s College di Londra, più del 60% delle persone intervistate ha dichiarato di dormire parecchio durante le varie quarantene, ma soprattutto di sognare “cose brutte” molto più del solito. Le notti da Covid quindi sembrano essere dense di incubi, fantasmi, visioni oniriche terrificanti, che tendono a non svanire nemmeno al risveglio…
Ma come funziona il sonno?
Il sonno può essere suddiviso in due fasi principali, NON REM e REM.
Il NON REM è la prima, lunga fase di sonno profondo assolutamente rigenerativa, con attività mentale ridottissima e rilascio di ormoni benefici per la salute psico-fisica. La fase REM invece è breve ed intensa. Verso il risveglio mentale ed il recupero emotivo, il cervello inizia a sognare, attingendo spunti, simboli, fantasie inconsce, da ciò che viviamo tutti i giorni. Generalmente i sogni raccontano “come” affrontiamo i nostri problemi a livello emotivo ed inconscio, hanno la funzione di rielaborare i ricordi in una sorta di “terapia” notturna. Durante una pandemia quindi, essendo costretti ad isolarsi, e a nutrire più o meno consapevolmente la paura di aver contatti sociali, sognare di essere naufragati su un’isola deserta, o di non trovare più la strada di casa, o di essere ammalati ad esempio, è fin troppo normale.
La pandemia di notte
Se è vero che durante la quarantena si dorma di più, la normale vita moderna è una vera epidemia di mancanza di sonno e di sogni. Più si dorme e più la fase REM è efficace. “La mancanza di orari di lavoro può consentire alle persone di svegliarsi senza sveglia – affermano i ricercatori inglesi –Come è noto, i risvegli naturali si traducono in sogni più lunghi.“Allo stesso tempo, l’ansia sottostante può disturbare il nostro sonno, interrompendolo con più risvegli. Quando si interrompe bruscamente la fase REM, è probabile che i sogni restino vividi e si ricordino facilmente. “Più diventiamo ansiosi, più realistiche diventano le immagini dei sogni. Dopo l’11 settembre, molti newyorkesi hanno riferito di sognare di essere travolti da un maremoto o di essere stati attaccati e derubati“.
La vita quotidiana e il significato dei sogni si studia in Italia
Neuroscienze e psicologia definiscono il sonno come “ipotesi di continuità del sogno”, come se l’attività onirica fosse una continuazione della vita di tutti i giorni.
È quanto afferma ad esempio un nuovo studio italiano, condotto dall’informatico Alessandro Fogli e l’Università Roma Tre, che sta rilevando la reciproca influenza della realtà sul sogno e viceversa.
In questo nuovo studio, Fogli e il suo team hanno elaborato un nuovo modo per automatizzare questo compito: tracciare i sogni delle persone su larga scala, analizzando così i contenuti di oltre 24.000 sogni, il Dream Bank. Nel data base vengono inseriti report dettagliati di personaggi, interazioni sociali, simboli e parole emotive, di ogni singolo sogno, la sua trama onirica: chi era presente, quali azioni sono state intraprese e quali emozioni sono state espresse. I ricercatori hanno trovato importanti prove a sostegno dell’ipotesi di continuità.
I risultati sono stati pubblicati sulla Royal Society Open Science. Altre informazioni su Science Alert.
Nell’anno 1615, il compositore italiano Pietro Della Valle (1586-1652 ) durante un pellegrinaggio in Terra Santa, si procurò tre mummie dalla necropoli di Saqqara, in Egitto, e le portò a Roma. In seguito, nel corso dei secoli, gli antichi corpi egizi passarono tra le mani dei più disparati proprietari di tutta Europa, fino ad approdare in Germania ed essere analizzati, per la prima volta, nel 1980 ai raggi-X. Ma solo nei giorni scorsi, la tecnologia ha scoperto i primi segreti racchiusi in questi corpi antichissimi. Grazie ad un team di scienziati guidati da Stephanie Zesch, antropologa ed egittologa del German Mummy Project, le tre mummie si sono rilevate appartenere ad un uomo, una donna e una adolescente dalla fine del periodo romano d’Egitto (30 a.C. – 395 d.C.).
Identità preservate dalla fortuna
Ogni mummia è importante, poiché ognuna ha la sua storia da raccontare. In particolare le “mummie con ritratti e ornamenti di stucco” possono descrivere alla perfezione volti, abbigliamento e abitudini delle persone a cui appartennero. Si tratta infatti di mummie personalizzate da ritratti in pittura, resi ancora più preziosi da decorazioni in oro e pietre preziose.
Purtroppo le “mummie con ritratti” sono molto rare, a causa dello scempio eseguito a loro danno in Europa durante il Medioevo. All’inizio del Rinascimento infatti, buona parte della cultura scientifica europea, incluse la conoscenza astronomica, la navigazione, la polvere da sparo, la bussola, la medicina, era attinta dalle biblioteche arabe. Per un errore di traduzione di un testo di medicina medio-orientale, i corpi delle mummie vennero usati per preparare rimedi e soluzioni per scopi curativi. (I corpi mummificati venivano schiacciati, ridotti a poltiglia e propinati come medicamento.) Un errore fatale ed irrimediabile, che portò alla distruzione di una grande porzione del patrimonio storico dell’antico Egitto.
La tomografia e le conclusioni
Gli egittologi moderni hanno sottoposto le mummie del musicista Della Valle a tomografia, da cui è emerso che:
le mummie risalgono all’epoca romana dell’Egitto, fra il 30 a.C. e il 395 a.C. Nello specifico, i tre corpi al momento del decesso avevano:
Tra i 30 e 40 anni la donna (alta 151 centimetri)
Tra i 25 e 30 anni l’uomo (alto 164 centimetri)
Tra i 17 e 19 anni la ragazza (alta 156 centimetri)
Stephanie Zesch ha sottolineato che : “E’ probabile che a nessuna di queste mummie siano stato rimossi il cervello e gli organi interni. Siamo sicuri che i loro corpi si siano preservati e siano riusciti a sopravvivere fino a oggi grazie a una semplice tecnica di disidratazione, dove si utilizzava il natron (un particolare tipo sale)”.
Inoltre, gli studi hanno messo in luce che la donna adulta soffriva di artrite, nonostante fosse relativamente giovane, mentre la ragazza adolescente aveva un tumore spinale benigno. Ancora non sono chiari i motivi del loro decesso.
Gli attuali studi delle neuroscienze sul funzionamento della mente, ne stanno rivelando i suoi aspetti più misteriosi e suggestivi. Nelle loro ricerche gli scienziati affermano che la mente umana non è collocata solo nel cervello, ma che si trova anche in altre parti del corpo, nel cuore e nell’intestino in particolare. La fisica quantistica, la neuroendocrinologia e le neuroscienze si occupano oggi della “coscienza”, individuale e collettiva, come di una proprietà cosmica che collassa in ogni molecola: dove c’è materia quindi, c’è anche coscienza. Le neuroscienze descrivono la “mente” come un unico organo esteso in tutto il corpo, composto da reti e centri neurali. Si tratta di un “super cervello” dal potenziale infinito, di cui sono almeno tre le “stazioni” principali da cui partono ed arrivano tutti gli impulsi. Oltre al cervello encefalico, esistono il cervello del cuore e quello intestinale.
Il cervello encefalico
Il cervello encefalico è “tripartito”, secondo il famoso schema di Maclean. In un primo e profondo nucleo rettile, primitivo ed istintivo, risiede l’istinto alla vita responsabile dei comportamenti di sopravvivenza, incluse le reazioni di attacco-fuga. Si attiva nei momenti che richiedono massima velocità di esecuzione, in vista di un pericolo. Il cervello rettiliano è pre-cognitivo, al limite della consapevolezza, e si nutre di impulsi primordiali. Esternamente ad esso c’è poi il sistema limbico o relazionale-affettivo, un primo frutto dell’evoluzione, presente in tutti i mammiferi. Nel limbico prendono forma le emozioni ed i sentimenti, e una prima consapevolezza di se’. Infine, a livelli superiori, si trova la parte più evoluta del cervello, la neo-corteccia,esclusiva del genere umano. Essa “pensa” e sa ideare a prescindere dagli impulsi provenienti dai bisogni affettivi o dagli istintivi schemi per la sopravvivenza. La neo-cortex permette le funzioni cognitive e razionali e dell’autocoscienza, ragiona, progetta. Il numero dei neuroni contenuti nel cervello encefalico è tra i 10 e i 100 miliardi. Come ha specificato Panksepp, psicologo e neuroscienziato, le tre parti del cervello si influenzano in modo circolare e reciproco. Esse si possono armonizzare con la meditazione.
Il cervello del cuore
Il cuore di un feto inizia a battere grazie agli impulsi neurali del suo stesso piccolo cuore. La pompa cardiaca di un adulto custodisce un centro neurale composto da circa 40/120 mila neuroni da lui prodotti. Questo cervello è inoltre capace di secernere importanti ormoni, quali l’ossitocina e la dopamina, e diversi neuro-ormoni. La sua attività elettromagnetica è la più ampia di tutto il corpo e condiziona tutti gli organi, compreso il cervello encefalico, di cui è più potente di ben 5000 volte. Il campo frequenziale cardiaco si estende per 3 metri intorno al suo asse, centrato nella pompa. La sua energia positiva o negativa, viene percepita da chiunque si trovi nel suo “campo d’azione”, e può essere condizionante. Inoltre, il cervello del cuore decide dove veicolare l’energia, se verso l’alto o verso il basso. E’ il centro più importante, il quarto Chakra Anahata, sede dell’Amore e della Compassione.
Cervello Enterico o Secondo Cervello
Nell’intestino esiste un altro cervello formato da 500 milioni di neuroni. Svolge diverse funzioni legate all’emotività e produce serotonina, l’ormone della felicità e della serenità, in gran quantità, coprendo il 90% del fabbisogno complessivo. Nel cervello enterico esiste uno stretto collegamento delle cellule del sistema immunitario, i linfociti, con quelle del sistema nervoso. Il loro interagire è alla base della salute. Il cervello enterico è artefice delle emozioni quanto il sistema limbico encefalico. La neo-corteccia cerebrale non riesce a condizionare completamente l’attività emotiva dell’intestino. Ciò che si sente “di pancia” è un impulso molto potente ed è connesso con l’attività cardiaca. Questa difficile armonia tra i 3 cervelli neurale è alla base di conflitti e malattie psico-somatiche. Per disporre una buona quantità di energia complessiva e di vitalità, i 3 cervelli devono lavorare in sinergia ed equilibrio, elevandosi in uno stato di coerenza complessiva. La forza delle espressioni del cuore non deve disperdersi in quelle viscerali e in quelle logiche-razionali. Le filosofie spirituali centrate sull’apertura del cuore come Quarto Chakra, volgono verso la “coerenza” e la consapevolezza di Se,’ adottando diversi tipi di meditazione. La più indicata è la mindfulness (consapevolezza) che sviluppa, tra l’altro, il contatto profondo con se stessi e con l’ambiente.
Chi semina, raccoglie. Chi semina partecipa in prima persona allo
sviluppo dei tesori che ci regala la terra, un’emozione autentica e
profonda, fonte di gioia e di una grande soddisfazione personale!
Seminare è semplice: bastano pochi gesti antichi quanto l’uomo, per
avviare la pratica più importante del giardinaggio. Nessun
pollice verde può ritenersi tale se non sa seminare! Seminare
significa inoltre seguire le piante per tutta la durata della loro
vita, dalla nascita alla raccolta, rafforzando una conoscenza e
un’amicizia preziose per la loro vitalità.
PRENDI LA LUNA GIUSTA!
Ogni pianta ha le sue specifiche esigenze anche quando si tratta
del suo “nucleo”, cioè il seme. Per questo motivo i coltivatori
alle prime armi dovranno far pratica inizialmente con poche semenze
facili da coltivare, come quelle dei Pomodori e
delle Calendule, ad
esempio, oppure di Basilico, Zinnia, Nasturzio e Cosmo. Con
la luce giusta e alcune attrezzature di base, è davvero
semplicissimo avviare la germinazione e lo sviluppo di diversi
e promettenti semi. In agricoltura si seguono per tradizione le fasi
lunari per determinare i migliori periodi di semina, raccolto,
innesto e potatura. La Luna ci consiglia che la semina delle piantine
che crescono sotto il terreno, come i tuberi, patate, carote e
simili, avrà un buon esito se eseguita con l’astro calante, mentre
quella dei “vegetali da superficie”, fiori e alberi compresi, va
effettuata durante la fase di Luna Crescente. Dopo questa premessa,
andiamo a scoprire come compiere, con pochi gesti ed accorgimenti,
una semina perfetta e fruttuosa.
Step 1 Obbiettivo: avere le piantine già sufficientemente sviluppate quando sarà l’ora di metterle all’aria aperta. Le bustine di semi commerciali di solito riportano indicazioni precise in merito, come “Piantare da sei a otto settimane prima dell’ultima gelata”. Altre semenze invece giovano dell’aria naturale, come i Fagioli e i Papaveri che, se germogliati in casa, crescono troppo rapidamente.
Step 2 Trovare i contenitori adatti: vasi, fioriere, oggetti recycling, cartoni del latte, bicchieri di plastica, e tutto il repertorio del fai-da-te! Va bene ogni cosa, a condizione che possa contenere terriccio sufficiente per almeno 3 cm. di profondità e alcuni fori di drenaggio. Molto graziosi e pratici da spostare i vassoi da semi, in vendita negli esercizi specializzati. Si possono usare diverse volte.
Step 3 La scelta e la preparazione del terriccio deve assicurare alle piantine una crescita sana e libera da malattie e parassiti. Mai ri-usare la terra di altre piante, o attingere da quella dei giardini, perchè possono contenere agenti patogeni o semi di altre specie. Una miscela nuova e incontaminata è un’ottima piattaforma per la prosperità dei giovanissimi vegetali.
Step 4
In linea generale i semi piccolini si piantano in superficie, i più
voluminosi invece dovranno essere spinti più in basso. La regola
indica che il seme vada interrato per una profondità pari al doppio
della sua lunghezza. E’ meglio sistemare più semi in ogni singolo
alloggio, per poter scegliere il germoglio più forte, eliminando i
più deboli. Per accelerare la germinazione, si coprono i
contenitori con un velo di plastica, o una “cupola” che si adatti
allo scopo, come fondi di bottiglie tagliate e simili. La copertura
aiuta a mantenere umidi i semi prima che germinino, ma andrà
eliminata ai primi accenni di verde fuori terra.
Step 5
Man mano che le piantine crescono,
il terriccio va mantenuto umido, ma non inzuppato! Meglio lasciare
asciugare leggermente il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. I più
esperti coltivatori usano per qualche ora al giorno un ventilatore
per una buona circolazione dell’aria, e per prevenire eventuali
malattie.
Step
6
Luce, luce, luce! Le
piantine hanno bisogno di molta luce, innanzitutto. Meglio optare per
la posizione più luminosa possibile, al sud sarebbe l’ideale.
Davanti ad una finestra, si ruotano regolarmente i contenitori a
favore di luce, per
rinforzare i germogli. Se si preferisce l’illuminazione artificiale
con lampade, si imposta il timer per h.15 al giorno e le restanti di
notte simulata. Anche
i germogli riposano…
Step 7
Spostare le piantine all’aperto gradualmente, si devono abituare,
sono esseri viventi! Passare dalla loro alcova protetta all’ambiente
naturale, per molte giovani piantine è un vero trauma. La
transizione verso i grandi spazi aperti è un momento delicato, e si
procede piano piano. In termini tecnici questo processo si chiama
“hardening off”,
che significa “indurimento”. In una giornata mite, si inizia con
2-3 ore in un luogo riparato, proteggendo le piantine dal sole più
forte, e da vento, pioggia e temperature rigide. Si aumenta
l’esposizione esterna con poche ore aggiuntive alla volta, mentre di
pari passo diminuisce la frequenza delle irrigazioni. In caso di
intemperie, le piantine si riportano al chiuso, oppure si coprono con
teli o coperte.
SEMI VS PIANTINE BABIES
La primavera in arrivo è una vera febbre che ispira i nuovi sogni
del gardening attivo. E’
tempo di progetti, di pensare ad allestire i nostri ambienti con quel
che c’è di meglio in natura. Ci aspetta infatti il periodo più
bello e gratificante dell’anno, il cui buon esito inizia proprio
adesso, durante il delicato passaggio di stagione. Ora è il momento
giusto per rinnovare i nostri spazi verdi, esterni ed interni, di
orti e di balconcini, con vegetali giovani, belli, scoppiettanti di
vitalità. Ma perchè fa tendenza nel giardinaggio contemporaneo
piantare i semi, preferendoli all’uso delle
piantine-babies, quelle cioè
già abbastanza grandi? Già, perchè è meglio iniziare dal seme?
Ecco tutte le spiegazioni dettate dalla botanica e
dal buon senso.
1) I semi garantiscono la migliore
selezione. Piantandone numerosi, si scelgono tra loro i più
prestanti, scartando i più deboli.
2) Seminare è facile, quasi un
gioco da ragazzi! I semi infatti sono geneticamente programmati per
germogliare. La parte difficile viene dopo…
3) E’ molto economico, come è
giusto che sia.
4) I semi mitigano gli effetti delle
allergie, perchè la semina avviene mentre ancora fa freddo e ci sono
poche sostanze irritanti in circolo nell’aria.
5) Le piante ottenute da seme sono
più gagliarde, crescono alla grande e molto velocemente, soprattutto
quelle dell’orto.
LA BUSSOLA DEL GIARDINIERE
Il “pollice verde” è il risultato di tante osservazioni e di
esperienze soggettive. Chi è all’inizio del percorso e ancora non ha
tanta pratica nel giardinaggio, dovrebbe imparare a gestire intanto
3-5 piante al massimo, prima di tentare di trasformare il balcone in
una vera giungla! Pochi esemplari verdi su cui concentrarsi,
costituiscono la più esaudiente “scuola” di gardening attivo.
Nella buona riuscita dei risultati la prima regola è considerare il
clima in cui vivranno le nostre piante, tenendo presente che quelle
autoctone, cioè native del nostro territorio, sono da favorire,
perchè attecchiscono e prosperano senza difficoltà. Un altro
aspetto determinante per la buona riuscita del nostro
progetto–verde, è quello di capire in quale posizione
si trova la nostra “terra”da coltivare, e quindi la sua
esposizione. Alcune piante amano vivere verso Nord, altre verso
Ovest, altre ancora in zone ombreggiate.
Balcone ad Est e Ovest
Nei balconi rivolti
ad Est e Ovest, molte piante crescono benissimo, come molte specie
ornamentali, alcune verdure, frutta e le erbe aromatiche. Però in
inverno i forti venti dell’Est possono causare dei seri danni, se i
contenitori non saranno protetti adeguatamente dalle intemperie.
Balcone rivolto a
Nord e Sud
I
balconi esposti al Nord in genere sono molto ombreggiati, risultano
quindi più indicati per ospitare la vegetazione autoctona ad
esempio, ma non si prestano come habitat ideale di numerose specie
fiorite e delle fantastiche Succulente. Quelli posizionati al Sud
invece sono l’ideale per tutte le piante “tropical”e quelle
grasse. Bisogna tenere sempre presente che i vegetali sanno adattarsi
e hanno molte risorse, come la resilienza,che
permette a molti di loro di sopravvivere nonostante un’esposizione
sbagliata. Certamente in questi casi le piante non daranno il meglio
di se’, non fioriranno affatto o porteranno segni evidenti del loro
disagio.
I SEMENZAI, CONSIGLI PER L’USO
Un seme germoglia su stimolazione di luce e di acqua. E’ un processo naturale che si induce attraverso tecniche e materiali diversi, secondo le circostanze. Il tradizionale soffice terriccio è il “nido”da seme che si sceglie con più frequenza, ma può essere sostituito da ovatta, garza, carta, o acqua come nell’idrocoltura. L’importante è garantire un’umidità costante, ma i batuffoli di cotone e le garze rischiano di invischiare le radici dei germogli, e la carta assorbente va idratata continuamente perchè si secca. La migliore “culla da seme” rimane sempre il terriccio, che farà germogliare piante più sane e longeve. Quando invece si decide di seminare direttamente all’aperto, nell’orto o in pieno campo, i semi si interrano in buchette, o “a spaglio”per poi rastrellare superficialmente. Dopo la semina, il terreno va inumidito con uno spruzzino e, per evitare dispersione dell’umidità, il semenzaio va coperto con plastica trasparente. I semenzai richiedono da 14 a 16 ore di luce diretta per consentire alle piantine di crescere belle e sane. Una volta germogliate si aspetterà che abbiano sviluppato almeno 3 foglie prima di essere spostate nella loro definitiva dimora.
Negare al tuo criceto domestico la compagnia di altri criceti
potrebbe essere considerato un atto di crudeltà, soprattutto in
Svizzera. In questo Paese infatti una legge sui diritti degli animali
vieta esplicitamente di possedere in casa un solo piccolo roditore,
per evitare che soffra di solitudine.
Nelle case degli svizzeri le “cavie” e i Porcellini d’India sono tra gli animali domestici più diffusi insieme a cani e gatti, e vengono trattati come veri membri della famiglia. Per questo motivo, si è ritenuto urgente il provvedimento anti-solitudine, che garantisce anche a questi animaletti diritti, tutele, e una vita sana e felice. La legge del governo svizzero sta sollevando curiosità e una serie di domande interessanti e pertinenti. Per esempio: cosa fare se il compagno del criceto muore o si da’ alla fuga? Niente paura, in Svizzera ci sono agenzie dove si possono prendere i roditori a noleggio e servizi di criceti-sitter, in caso di partenze.
La Svizzera ha introdotto molte regolamentazioni che proteggono i diritti degli animali, a partire dal 2008. Prima di vagliare il provvedimento anti-solitudine per i topolini domestici, una legge analoga ha garantito il diritto ad avere un compagno di vita al pesce rosso e a molte specie di uccelli. Un’altra ha imposto ai proprietari di un gatto, che questo possa almeno godere della vista di altri gatti dalla finestra!
La maggior parte delle scienze mediche antiche e delle filosofie orientali ed occidentali, considera come fondamentali gli Elementi Terra, Acqua, Aria e Fuoco, a cui aggiungono talvolta un quinto Elemento, l’Etere o Spirito. Anche l’astrologia, che per gli Egizi ad esempio era uno strumento “diagnostico”oltre che interpretativo, è centrata sulle interazioni tra il cosmo, l’essere umano, gli Elementi, e i campi magnetici generati dalla Terra. Molti secoli prima dell’avvento della psicologia moderna, l’astrologia antica riuscì ad individuare all’interno della psiche umana l’esistenza di un Alter Ego nascosto, descrivendo con un anticipo storico di più di duemila anni, la teoria freudiana del “Perturbante”e dell’Alter Ego “Ombra” di C.G.Jung.
Gli astrologi ancestrali intuirono la presenza del gemello-ombra implicito in ogni personalità, partendo dall’osservazione delle direzioni dei punti cardinali e della loro opposizione. Ogni elemento corrisponde a una direzione: la Terra è in direzione Nord, l’Aria ad Est, il Fuoco a Sud e l’Acqua ad Ovest. (In oriente la filosofia del Tao si fonda sulla polarità Yin Yang dell’energia.) Il gemello-ombra del nostro segno zodiacale si trova quindi nella zona opposta, nell’Elemento frontale al punto cardinale di nascita e, come per la psicologia, fa parte della nostra natura e “costituzione”di nascita. Il nostro Shadow-Twin non va mai negato, ma abbracciato ed accolto come fonte di energia, equilibrio e consapevolezza.
OMBRA-DARK PER ARIETE, LEONE E SAGITTARIO
L’elemento chiave di questi segni è il fuoco, che
genera calore e luce. In tutte le tradizioni, ermetiche,
magiche o religiose, l’inizio della Creazione è iniziato dalla
Scintilla della Vita, la fonte della Luce. Il fuoco
rappresenta la vita stessa, la luce è uguale all’Esistenza.
L’oscurità è dall’altra parte, è l’assenza di fuoco,
l’eclissi della luce. L’Oscurità ci mostra la paura della non
esistenza, della distruzione dell’Io, della morte. La natura ignea
dei segni di Fuoco contiene in se’ il timore della propria fine e
sparizione, del buio delle emozioni, della notte, del sonno. Dark
suggerisce di allearsi con il buio, e di saper dominare il proprio
fuoco interiore, trovando il coraggio di spegnerlo all’occorrenza. La
paura esistenziale dell’Ombra si può manifestare con ansia,
nervosismo, attacchi di collera e di violenza, insonnia.
IL CHAOS E’ L’ALTER EGO DI TORO, VERGINE, CAPRICORNO
L’elemento chiave di questi segni è la Terra. Per le
persone-Terra “la vita richiede sempre uno sforzo” e
cercano di costruire un futuro migliore con metodo e diligenza,
sacrificandosi duramente se necessario. Il loro elemento ombra è il
Caos, dove tutto invece è
fuori controllo. Nell’aerea del Caos le pulsioni istintive, i
desideri, l’energia primordiale delle passioni, emergono senza
limiti, uscendo dalle maglie dell’educazione e della logica.
Abbracciare l’ombra-Caos significa riconsiderare le parti di se’
negate perchè “troppo”istintive o fuori schema, dando spazio a
desideri e piccole follie, anche se bizzarri ed apparentemente
inutili. Il Caos è nemico di chi non crede in se stesso, e che
quindi gioca sempre sul sicuro.
I SEGNI D’ARIA E L’OMBRA
OBLIVION
L’Elemento chiave di Gemelli, Bilancia, e Aquario è l’Aria.
L’Aria simboleggia la matrice energetica che respiriamo, con cui
interagiamo quotidianamente. L’Aria è l’intelletto, ciò che ci
rende umani, la nostra logica e i nostri pensieri. È ciò che ci ha
fatto progredire, è Mente sulla materia. Questo Elemento suggerisce
che sono i nostri pensieri, i nostri ricordi, le nostre esperienze. a
renderci ciò che siamo. L’Aria esprime il potere della mente e il
suo rovescio è Oblivion, il regno della rimozione della memoria,
l’oblio della rimembranza. Per i segni d’aria dunque potrebbe essere
importante liberarsi dai protocolli mentali, accettando la
possibilità di reagire liberamente, senza pre-giudizi imposti da
esperienze passate. Solo liberando la mente nell’oblio si può
raggiungere il proprio reale potenziale. Oblivion insegna a lasciare
andare via il passato.
VOID, IL VUOTO, E’ NEI SEGNI D’ACQUA
Cancro, Scorpione e Pesci sono i segni zodiacali dominati
dall’Acqua. L’oceano, i mari, i fiumi e i laghi, formano un corpo
comune composto da acqua: nell’alchimia, l’acqua simboleggia infatti
l’empatia. L’acqua è l’origine della vita, ed è questa la chiave di
comprensione dell’anima di questo gruppo di segni astrologici, legati
per sempre a quello che hanno provato immersi nei fluidi dell’utero
materno e ai primi istanti della loro vita. Sono personalità
facilmente succubi delle loro emozioni, paure, sogni, speranze,
delusioni. Sebbene i sentimenti siano collegati direttamente con il
Corpo Astrale e le energie sottili, rischiano di avvelenare
l’esistenza quando diventano dominanti. L’alter Ego degli individui
Acqua è Void, il Vuoto assoluto, dove niente reagisce e le emozioni
non possono generare effetti a catena: nessuna luce, nessun potere.
Riconoscere il gemello del Vuoto aumenta il controllo sulle emozioni,
togliendo energia alla drammaticità tipica di chi “sente troppo”
per eccesso di sensibilità, troppo spesso in preda ai vortici di
tempeste emotive controproducenti, che finiscono per attirare come
magneti nuove drammatiche esperienze.
Le succulente sono tra le piante
più diffuse. Con o senza spine, le piantine grasse si prestano come
gadget nei supermercati, e le vendite sono in crescita esponenziale.
Le piantine mignon decorano, costano davvero poco e non muoiono mai,
o quasi! Come riferiscono gli esperti fioristi: “Li
comprano più i single che gli sposati. Gli uomini più che le donne.
Comprano cactus anche i bambini, che senza dovere fare quasi nulla,
li vedono crescere. Poi ci sono quelli che collezionano le piccole
succulente come fossero francobolli, come Silvio Berlusconi per
esempio, che esibisce in Sardegna i suoi esemplari più belli.”
La variegata famiglia dei Cactus & Company in Natura comprende
migliaia di specie diverse, e gran parte di queste fioriscono
magnificamente. “Tenetele in balcone in estate –
ci suggerisce il botanico Alberto Marvelli – e in casa in
inverno. Nei mesi caldi: concime ogni 15 giorni e acqua tutte le
settimane. Così fioriranno sicuramente anche nelle zone del nord.”
Le succulente, così facili da coltivare e super resistenti, generano
infiorescenze improvvise e sbalorditive, ma per ottenerle è
importantissima la scelta giusta della “messa a dimora”e
dell’esposizione. Una volta trapiantate in contenitori più grandi,
andranno alloggiate in pieno sole e al riparo il più possibile dalle
gelate, in un terreno ben drenato. Per favorire il drenaggio sarà
opportuno utilizzare vasi piuttosto larghi e forati, inserendo alla
base argilla espansa o ghiaia. (Consigliato: 1/3 di terriccio
universale senza torba, 1/3 di pomice e 1/3 di sabbia di fiume.)
COMUNI, MA MAI BANALI
Le piante grasse da fiore si dividono fondamentalmente in tre
grandi gruppi. Il primo comprende le Cactacee del deserto (dei generi
Mammillaria, Echinocereus e Rebutia). I Cactus fioriscono in
primavera e in estate, ma durante l’inverno soffrono in appartamenti
troppo riscaldati: meglio tenerle alla larga dai termosifoni se si
vogliono ottenere le loro infiorescenze. Il secondo gruppo è quello
delle Succulente rampicanti, apprezzate per la fioritura
spettacolare. Le più semplici da coltivare sono Lampranthus,
Crassula e Ceropegia. Il terzo gruppo è formato dalle suggestive
mignon. Sono nane, delicate e particolarmente esigenti, per cui non è
semplicissimo vederle sbocciare. Tra queste sono celebri le Lithops
o “pietre viventi”, e il genere Conophytum , con fiori
autunnali gialli o rosa. La maggior parte delle piante che vivono
all’esterno può stare anche in appartamento, ma con qualche
accorgimento in più, posizionandole dunque in zone con tanta luce e
aria. C’è solo un gruppo di piante grasse che predilige l’ombra: le
Epifitiche, provenienti dalle foreste pluviali umide.
IL FASCINO DELL’INSOLITO: LA STAPELIA
Le piante grasse più rare, meno diffuse e più costose, sono
l’Escobaria minima, l’Astrophytum asterias, l’Ariocarpus,
l’Euphorbia ambovombensis o la Mammillaria pectinifera, o
quelle che vivono in luoghi inaccessibili come il Discocatus,
che prolifera tra le crepature delle rocce. Una pianta succulenta
insolita che sta conquistando sempre più fans è la Stapelia.
E’ costituita da fusti inizialmente eretti che, dopo pochi
centimetri, incominciano via via a prostrarsi in basso. Il colore dei
fusti varia dal verde chiaro fino al rossiccio o al grigio-violaceo a
seconda delle specie, molto numerose, circa 43. Durante l’estate la
pianta produce fiori veramente spettacolari, bellissimi, a forma di
stella piatta e grandissimi: possono raggiungere anche 40 centimetri
di diametro! I fiori si formano alla base nelle specie più grandi,
mentre in quelle più piccole si trovano ad altezza variabile lungo i
fusti. Il genere Stapelia è originario delle zone tropicali
del Sud Africa in particolare di Botswana, Zimbabwe e Namibia, nelle
zone più asciutte e nei terreni ben drenati. La specie più
facilmente reperibile è la Stapelia variegata, caratterizzata
da fusti eretti molto ramificati di un bel colore verde intenso,
spesso screziato di rosso. I fiori stellati sono di colore giallo
crema, macchiati di bruno, con al centro un anello. La pianta vive
bene in pieno sole avendo cura di proteggerla dai raggi diretti nelle
ore più calde della giornata. Alle nostre condizioni climatiche va
tenuta in appartamento, in quanto mal tollera temperature inferiori a
10 °C. Occorre innaffiare regolarmente circa una volta per settimana
e comunque evitare che il terreno si asciughi troppo. Teme moltissimo
il ristagno di acqua per cui è consigliabile porre sul fondo del
contenitore in cui si pone la pianta argilla espansa, o ghiaia, o
anche semplicemente pezzetti di coccio. Importante è rinvasare una
volta all’anno, meglio se in primavera. Il rinvaso si effettua quando
si vedranno i fusti ammassati lungo i bordi del contenitore. Inoltre
si devono sempre eliminare le parti secche perché possono favorire
eventuali malattie.
LO SPETTACOLO DEI CACTUS
La famiglia dei Cactus è prodiga di forme inconsuete e di fiori
spettacolari. Tra i Cactus da fiore, segnaliamo:
Gymnocalycium mihanovichi. Nomi comuni:
Red Cap, Red Hibotan, Hibotan, Moon Cactus, ‘Hibotan’.Si
tratta di un Cactus-ornamento, ideale per decorare la scrivania in
ufficio come il mobilio di un appartamento. E’ una pianta
coloratissima, i cui fiori variano secondo specie. Possono essere
rossi, arancio, viola, bianchi, gialli.
Echinopsis chamaecereus o ‘Westfield Alba’. Di
dimensioni compatte, questa pianta somiglia ai gusci delle arachidi.
Con grandi capolini, fiorisce in abbondanza nelle splendide tonalità
di bianco e arancione. A differenza di altri cactus, le sue spine
sono lisce, quindi gli animali domestici e i bambini non corrono
alcun pericolo toccandole. Per crescere bene e fiorire ha bisogno di
tanta luce, anche in inverno.
Schlumbergera o Cactus di Natale. Si tratta di una
succulenta originaria dell’America del Sud, in particolare dal
Brasile. Non sopporta quindi le temperature rigide, mai inferiori ai
7/10 gradi. Le sue fioriture sono lunghe e persistenti, ed esistono
in ogni sfumatura, dal fucsia al rosso, al rosa, al bianco, al
giallo, all’arancio. Avvengono verso il periodo natalizio, da qui
il suo nome comune.
Se trova il posto giusto, un Cactus può diventare un compagno
fedele in casa e in ufficio, e vivere per decine di anni insieme a
noi, generando fiori su fiori. Il segreto è quello di individuare
una zona in cui d’inverno ci sia moltissima luce e temperatura
fresca, intorno ai 18 °C, mantenendo le irrigazioni al minimo (basta
una volta al mese) da novembre a marzo.
TAPPETI DI FIORI
Un gruppo di
succulente da fiore particolarmente interessante per gli esterni è
quello delle tappezzanti. Rappresentano il non plus ultra per
balconi, terrazzini e giardini assolati. Tra queste ricordiamo:
Lampranthus o Delosperma o Pianta
del Ghiaccio
E’ una succulenta
originaria del Sud Africa. Forma un vero tappeto di fiori
spettacolari e fittissimi, uno straordinario display di colori acidi,
lavanda, arancio, rossi, giallo, secondo la specie, che appare
puntuale in primavera e in estate. A differenza di un gran numero di
piante grasse, la Pianta del Ghiaccio può essere coltivata
sia in climi freddi che in quelli caldi, perchè è molto adattabile
e facile da coltivare.
Sedum spurium
E’ una tappezzante perenne originaria del continente asiatico,
anche se ormai diffusa in tutte le zone a clima temperato del
Pianeta. Si tratta di una pianta caratterizzata da fusti prostrati,
di consistenza carnosa. I fiori assumono una forma molto particolare,
sono di colore bianco-rosato, rosso o rosa, e fanno la propria
comparsa nel corso della stagione estiva. Il Sedumspurium non
presenta particolari difficoltà nella coltivazione, adattandosi a
diversi tipi di terreno.
Aptenia cordifolia
Da primavera inoltrata fino all’estate produce numerosissimi piccoli fiori a forma di margherita, con svariati petali lineari, di colore bianco, rosa, viola o rosso, a seconda della varietà; la specie-tipo ha fiori color rosa acceso, con centro bianco. Queste piante vengono coltivate in vaso, ma anche come tappezzanti in giardino. Preferiscono le posizioni molto soleggiate, dove la fioritura è abbondante, vegetano bene anche a mezzombra e all’ombra, ma meno sole diretto ricevono e meno fiori producono. In genere possono sopportare temperature vicine ai -5°C, anche se talvolta abbondanti piogge invernali possono provocare marciumi che ne compromettono lo sviluppo.
IL TRICHOCEREUS
È il fiore che maggiormente attira su di se’ l’attenzione
generale: è un enorme imbuto (fino a 25cm) di vari colori.
Solitamente è bianco, ma sono davvero tantissime le varietà e le
sfumature tra cui scegliere. La più ricercata è quella rossa fuoco,
la più sensuale ed enigmatica. Le Trichocereus Grandflora
sono piante originarie dell’America meridionale, con maggiore
diffusione in Ecuador, Perù, Bolivia, Cile e Argentina. I
Trichocereus sono molto resistenti e si adattano alle più svariate
condizioni climatiche. Le specie appartenenti a questo genere
stupiscono con forme, dimensioni e colori suggestivi e di gran
effetto visivo. Si coltivano facilmente, seguendo le regole generali,
senza nessuna eccezione. I Trichocereus quindi crescono bene in
grandi vasi a sud-ovest. Alcuni coltivatori possono adattarli al
pieno sole, ma per evitare scottature è più sicuro farli crescere
in mezz’ombra. Temono le irrigazioni frequenti e i fertilizzanti. Con
l’irrigazione settimanale e l’integrazione nutritiva mensile, si
ottengono le fioriture ogni due settimane.
LE PIANTINE DEL SUPERMARKET: COME SI TRATTANO
Cosa fare della minuta piantina spinosa del supermercato, subito!
a) Verificare che non abbia parassiti o malattie (per
evitare di contagiare le altre); b) svasarla delicatamente con
l’aiuto di uno stecchino, evitando di danneggiare le radici (il
trapianto è necessario perchè la terra usata dai distributori non è
la più adatta; c) invasare nello stesso vasetto o in uno
leggermente più grande. La composta base che si puo’ usare per la
maggior parte delle piante, è: 1/3 di terra da giardino con inerti o
argilla espansa, 1/3 di sabbia, 1/3 di terriccio di foglie; d)
evitare di bagnare subito dopo il trapianto, nell’operazione infatti
possono essersi create ferite che renderebbero la pianta più esposta
a infezioni e malattie; e) posizionare la pianta all’aria e alla
luce ma evitare, almeno per un primo periodo, il sole diretto per
evitare bruciature.
DOPO IL FIORE, UN FRUTTO DA MANGIARE
La polpa e i frutti di alcune specie cactacee e succulente sono
stati per secoli e secoli una risorsa fondamentale per le popolazioni
che vivevano ai margini delle zone desertiche e che potevano quindi
trovare, in queste piante caratterizzate da un’impressionante
robustezza in condizioni estreme di temperature e di carenza idrica,
a volte per mesi e mesi, una fonte di cibo nutriente e di sapore
gradevole. Negli ultimi anni anche la FAO, l’organizzazione delle
Nazioni Unite che si occupa a livello globale delle tematiche
relative all’agricoltura e alimentazione, ha attivato importanti
programmi di ricerca scientifica a livello internazionale per
individuare e promuovere la produzione agricola su larga scala di
piante grasse e succulente in grado di fornire un cibo di buona
qualità a costi davvero minimi, e con un estremo adattamento a
condizioni climatiche difficili: una buona soluzione ecosostenibile
per fornire nutrimento di alta qualità (e di ottimo sapore) a
popolazioni che non possono dipendere solo dagli aiuti delle Onlus
che operano in zona. L’interesse alimentare si unisce infatti, in
questo caso, al tema della sostenibilità: queste produzioni agricole
richiedono pochissima acqua. Sono commestibili i frutti del Fico
d’India, della Pitaya, del Saguaro, i fiori del cactus Cabuches.
Frutti gustosi sono presenti anche sui cactus Fragola
(Echinocereus fendleri, E. engelmannii) e sul Myrtillocactus
geometrizans, il cui frutto di colore viola intenso viene
mangiato fresco o secco, simile alla nostra uva passa, usati nella
preparazione di dolci e bevande.
La diffusa convinzione che i nostri smartphone ascoltino ciò di cui parliamo è infondata e quasi certamente falsa. Infatti con la quantità di dati di cui dispongono i fornitori di servizi online, non hanno bisogno di ascoltare quello che diciamo. Tristan Harris, co-fondatore del Center for Human Technology ed ex responsabile dell’etica dei prodotti Google, in un suo recente intervento alla Milken Institute Global Conference di Los Angeles, ha dichiarato a proposito: “Lo so per certo, i dati forensi lo mostrano, e il Facebook VP della pubblicità lo conferma: i microfoni non vengono ascoltati. Ma allora come è possibile che siano in grado di conoscere il contenuto delle nostre conversazioni? La risposta è semplice e sbalorditiva, al loro interno i server di Google o Facebook funzionano come una piccola bambola Voodoo che replica la nostra identità digitale.”
Ogni click, ogni sosta o visual, le foto e i profili che osserviamo, diventano dati sensibili che vanno ad alimentare l’identità del nostro alter-ego, la bambola Voodoo come dice Harris, che gonfia di informazioni sul nostro comportamento, “si comporta sempre di più come l’utente reale”. Una simulazione di un enigmatico avatar, basata su modelli statistici e sulla proiezione digitale dei nostri bisogni e desideri. Tutto quello che Google, Facebook o Instagram devono fare è “simulare la conversazione che la bambola Voodoo sta avendo, così ne conosco il contenuto senza dover accedere al microfono”. Inquietante quanto il Voodoo…
Difficile non cadere nei luoghi comuni quando si parla di “felicità”. Ma al di là delle ricettine fai-da-te o di complicate speculazioni filosofiche o psicologiche sull’argomento, esistono alcune verità scientifiche dimostrate da studi ultra moderni. Tra queste, le più recenti ci riportano alla vita di tutti i giorni, e a come riaccendere “lo stato d’animo”con piccoli gesti quotidiani.
Cani & gatti. Qualche mese fa una ricerca pubblicata su The Journal Of Personality and Social Psychology, ha rilevato che avere animali domestici fornisce un supporto emotivo importante, e stempera la depressione.
Un diario. Gli psicologi affermano che il diario personale aiuta a sentirsi meglio con se stessi e il mondo circostante. Il diario però deve essere segreto, e non quello di Facebook…
Profumi floreali. Alcune
attuali pubblicazioni di scienza psicologica dichiarano che il
profumo delle rose e delle petunie fa sentire le
persone più felici.
Una brocca d’acqua. Gli studi hanno ampiamente dimostrato
che bere regolarmente acqua ai pasti, invece che alcolici o bevande
gassate, migliora salute, forma fisica, e di conseguenza, l’umore.
Fiori freschi. L’Università di Rutgers ha scoperto che la
presenza di fiori scatena emozioni felici e il senso di
soddisfazione. I tulipani, le rose e i lillà danno i risultati
migliori.
Ascoltare buona musica. La musica regala tanti benefici
alla salute, ma soprattutto all’anima! Come è stato dimostrato, la
musica degli artisti preferiti riduce ansia, stress, depressione, e
migliora qualsiasi umore.
Meno confusione. Secondo l’UCLA, esiste un legame molto
forte tra alti livelli di stress e alti livelli di disordine!
Un letto ben fatto. Secondo uno studio recente, le persone si sentono meglio se riordinano il loro letto. Psicologicamente, un letto fatto fa sentire “a posto”, e che siamo i benvenuti con noi stessi.
Candele alla vaniglia. Un gruppo di studiosi della Chemical
Senses ha recentemente dichiarato che l’aromaterapia è efficace.
Una candela alla vaniglia in particolare, aumenta il relax e migliora
il senso di benessere.
Giocare insieme. Il gioco a due o di gruppo fa bene all’umore collettivo. E’ indicato anche come stimolo positivo per feste e incontri di famiglia.
Pareti verdi o gialle. Queste due tonalità, in particolare
se luminose o “acide”, evocano la felicità secondo l’Università
Vrije di Amsterdam. Detto questo, potrebbe bastare una sola stanza
gialla e verde per un’overdose!
Sistema di sicurezza. Moltissime
persone intervistate si sentono più al sicuro, e quindi più sereni,
una volta installato un sistema di sicurezza domestica.
Ricordi & fotografie. Oggettini, foto, souvenir, testimonianze di ricordi piacevoli, a cui dedicare un angolo della nostra casa, può stimolare il sentimentalismo positivo. Lasciar riaffiorare alla mente emozioni gioiose, alza lo stato d’animo.
Una zona per l’esercizio fisico. Una
dose giornaliera di movimento è un ottimo modo per alzare “gli
ormoni della felicità”, secondo tutti gli studi effettuati al
riguardo.
Come si sa, alle piante piace ascoltare la musica, meglio se
“classica”. Le ipotesi pseudoscientifiche che circolano
sull’argomento sono tante, ma solo oggi la scienza ha dimostrato
che le piante non solo sanno apprezzare le nostre melodie, ma sono in
grado persino di ricordale. Le piante dunque sono dotate di un loro
particolare sistema cognitivo, nonostante siano prive di sistema
nervoso e neuroni “tradizionali”. La
“Cognizione delle
piante” è il nuovo
campo di ricerca scaturito dai risultati di questo studio
recentissimo, diretto in Australia da una nostra connazionale, la
dottoressa Monica Gagliano. Gli studi sulle capacità cognitive delle
piante ne testano la percezione, i processi di apprendimento, la
memoria e la coscienza, ridefinendo così i confini tra le differenze
tra esseri umani, animali e piante, e coinvolgendo una serie di
discipline accademiche, tra cui la scienza, la filosofia, la scienza
ambientale, la letteratura e l’arte.
LA BIOACUSTICA
Nella nuova Scienza
della cognizione delle piante,
gli organismi vegetali sono visti come esseri “bioacustici”che
emettono onde sonore gamma
audio, e una
sovrabbondanza di suoni ultrasonici. “Catturando
i segnali emessi dalle piante in diverse condizioni ambientali, sto
esplorando il significato ecologico di questi suoni per la
comunicazione tra le piante e tra le piante e altri organismi –
afferma la Gagliano – Il
mio lavoro non riguarda affatto le metafore. Quando parlo di
apprendimento, intendo imparare. Quando parlo di memoria intendo
memoria.” Ma come sono
giunti alla sbalorditiva scoperta gli studi italo-australiani? Come
ci spiegano: “Abbiamo
utilizzato la pianta modello “Pisum sativum” per investigare il
meccanismo mediante il quale le radici percepiscono e localizzano
l’acqua. Abbiamo scoperto che le radici erano in grado di localizzare
una fonte, rilevando le vibrazioni generate dall’acqua che si muoveva
all’interno dei tubi, anche in assenza di umidità del substrato.”
L’inquinamento acustico può influire negativamente sulla salute
delle piante, dato che usano le vibrazioni-onde sonore per trovare
l’umidità: “I nostri
risultati hanno anche dimostrato che la presenza del rumore influenza
le capacità delle radici di percepire e rispondere correttamente al
paesaggio sonoro circostante. Questi risultati evidenziano l’urgente
necessità di comprendere meglio il ruolo ecologico del suono e le
conseguenze dell’inquinamento acustico per le piante e le popolazioni
animali.”
LE VIBRAZIONI DEI PETALI
Negli
ultimi anni diverse ricerche hanno dimostrato che le piante
comunicano in numerosi modi, inviando per esempio segnali chimici per
attivare le difese contro gli insetti che se ne nutrono, oppure
rispondendo alle vibrazioni attraverso i loro tessuti. Le piante
inoltre percepiscono i suoni a distanza, specialmente i ronzii degli
insetti, che stimolano in loro una velocissima produzione di nettare:
diventa più zuccherino in soli 3 minuti!